Non era mai successo. Sette giocatori dell'Atalanta al Mondiale nello stesso anno: un record assoluto nella storia del club bergamasco, che cancella il precedente primato di quattro convocati stabilito in Qatar nel 2022. Mentre la Dea si prepara alla rivoluzione tecnica con Sarri e Giuntoli, sette nerazzurri volano verso gli Stati Uniti, il Canada e il Messico per disputare la più grande competizione calcistica del pianeta. Una cartolina internazionale che racconta meglio di qualsiasi statistica la profondità e la qualità della rosa costruita in questi anni a Zingonia.

I SETTE PROTAGONISTI - L'elenco dei convocati nerazzurri è lungo e variegato come non mai. Marten de Roon guida la spedizione con l'Olanda: il capitano della Dea, 35 anni, vivrà il secondo Mondiale della carriera dopo Qatar 2022 in modo del tutto inaspettato — due settimane fa Koeman lo aveva escluso da ogni progetto, ieri lo ha chiamato ribaltando tutto. Con lui, Isak Hien rappresenta la Svezia forte di una stagione da leader difensivo in nerazzurro. Odilon Kossounou porta la Costa d'Avorio, Sead Kolašinac la Bosnia, Mario Pašalić la Croazia, Charles De Ketelaere il Belgio e Kamaldeen Sulemana il Ghana. Sette bandiere, sette nazionali, una sola maglia di appartenenza: quella nerazzurra.

IL DERBY NERAZZURRO A HOUSTON - Il calendario del Mondiale ha già scritto uno degli incroci più attesi dai tifosi atalantini: il 20 giugno, alle 19 italiane, a Houston si giocherà Olanda-Svezia nella fase a gironi del Gruppo F. De Roon contro Hien, il capitano contro il suo compagno di squadra, il centrocampista contro il difensore. Un duello fratricida che il tifo nerazzurro seguirà con il cuore diviso. È la bellezza di avere sette giocatori sparsi per il mondo: a un certo punto, il Mondiale ti tocca da vicino comunque vada.

LE NAZIONALI NON QUALIFICATE: ALTRI CINQUE IN CAMPO - Il contingente atalantino non si esaurisce con il Mondiale. In questi giorni si disputano anche test match di nazionali non qualificate alla competizione, e la Dea ha altri cinque convocati: Cedric Ahanor con l'Italia di Baldini, Berat Djimsiti con l'Albania, Nikola Krstović con il Montenegro, Lazar Samardžić con la Serbia e Nicola Zalewski con la Polonia. Dodici nerazzurri in tutto impegnati nelle nazionali in questo mese di giugno: un numero che racconta meglio di qualsiasi discorso quanto l'Atalanta sia diventata un club capace di attrarre e valorizzare talenti di livello internazionale.

IL RECORD E IL SUO SIGNIFICATO - Quattro in Qatar nel 2022, sette negli USA-Canada-Messico nel 2026: il salto è netto, e non è casuale. Corrisponde esattamente al periodo in cui l'Atalanta ha alzato il proprio livello tecnico e reputazionale portandolo ai massimi storici — Europa League vinta a Dublino, due stagioni consecutive di Champions League, un coefficiente UEFA da prima testa di serie in Conference. Quando un club cresce, lo si misura anche così: dalle convocazioni in nazionale dei propri giocatori, dalla fiducia che i commissari tecnici di tutto il mondo ripongono in chi indossa quella maglia. De Roon lo aveva detto nell'intervista a SportWeek: Bergamo è casa sua, qui cresceranno le sue figlie. E ora, sul palcoscenico più grande del mondo, porta il nome di questa città con lui.

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© foto di TuttoAtalanta.com
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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Dom 31 maggio 2026 alle 01:00
Autore: Daniele Luongo
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