Parigi ha tradito di nuovo Jannik Sinner. Il numero uno del mondo, il tennista più forte del pianeta, esce clamorosamente al secondo turno del Roland Garros 2026 sconfitto dall'argentino Juan Manuel Cerundolo, numero 56 del ranking ATP, al termine di una partita che racconta una storia che il tennis vedrà raramente: dominatore assoluto per due set e mezzo — 6-3, 6-2 e 5-1 nel terzo parziale — poi travolto da un malessere improvviso che lo ha ridotto all'impotenza. Punteggio finale: 3-6, 2-6, 7-5, 6-1, 6-1. Dal 5-1 del terzo set alla sconfitta, Sinner ha perso 18 degli ultimi 20 game. Un crollo che non ha precedenti nella sua carriera.
IL CONFRONTO CON UN ANNO FA - Non è la prima volta che il Roland Garros regala ad Sinner un'amarezza bruciante. Un anno fa, sullo stesso Philippe-Chatrier, aveva perso una finale leggendaria contro Carlos Alcaraz dopo aver mancato tre match point in un match durato cinque ore e ventinove minuti — il più lungo nella storia del torneo. Eppure l'azzurro sa distinguere: «Sono situazioni diverse — ha dichiarato in conferenza stampa — là mi giocavo un trofeo e ci ero andato vicinissimo, qui ho perso per una cosa che nel tennis può accadere». Una lucidità quasi disarmante per chi ha appena vissuto una delle sconfitte più imprevedibili della sua carriera.
COS'È SUCCESSO SUL 5-1 - La domanda che rimbalza in tutto il mondo del tennis è una sola: cos'è accaduto sul 5-1 del terzo set, quando Sinner sembrava a un passo da una vittoria senza storia? Il campione altoatesino non si è sottratto: «Ho iniziato a sentirmi molto stordito, con pochissima energia, e ho provato a chiudere il match ma non avevo forza. Il quarto set l'ho un po' lasciato andare per provare ad avere più energia nel quinto, ma non sono riuscito a tenere il primo game e da lì è andata in discesa per il mio avversario». Il malore era iniziato già a fine terzo set: ha chiesto aiuto al fisioterapista borbottando «non mi sento bene, ho bisogno di vomitare», ed è uscito dal campo per farsi misurare la pressione sanguigna. Ma al rientro in campo non era cambiato nulla – come riferisce la Gazzetta dello Sport – e Cerundolo era già un altro giocatore, trascinato da un'adrenalina improvvisa e incontenibile.
IL PUNTO SUL CALENDARIO - C'è poi la questione del calendario, su cui Sinner ha risposto con onestà disarmante. Dopo aver disputato cinque tornei consecutivi — Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma — e 31 partite sulla terra rossa, il fisico ha presentato il conto? «Non ho trovato le energie. Se anche avessi saltato Madrid o Roma poteva capitare — ha spiegato — Qui il primo match l'ho giocato molto bene, ma quando torni in campo il giorno dopo non hai tanto tempo per recuperare. Stanotte non ho dormito bene e stamattina facevo fatica, però può succedere: durante l'anno ci sono sempre un paio di giorni in cui non ti senti perfetto, oggi è stato uno di quelli». Episodi simili — il malore a Shanghai, la crisi con Daniil Medvedev a Roma, i problemi a Melbourne a gennaio — si erano conclusi con rimonte clamorose. Stavolta no: «Ero piatto con tutto il corpo, non ricordo l'ultima volta che mi sono sentito così debole. E stavolta non vedevo una via d'uscita, cosa che di solito non mi succede».
I PROSSIMI PASSI - La parola più importante pronunciata da Sinner in conferenza stampa è però quella che guarda al futuro: accertamenti. «Farò qualche controllo, mi riposo e poi inizio la preparazione per Wimbledon». Il programma di non giocare alcun torneo prima di Londra rimane confermato — Halle è già saltata — e la sensazione è che il campione abbia bisogno di capire da dove è arrivato questo crollo prima di tornare in campo. Sul prato dell'All England Club dovrà difendere il titolo vinto nel 2025: un appuntamento con la storia che si preannuncia ancora più carico di significato dopo questa giornata nera a Parigi.
LA VOCE DI CERUNDOLO - Ha parlato anche Juan Manuel Cerundolo, il fratello minore di Francisco che ha compiuto l'impresa più grande della sua carriera. Con una generosità rara nel tennis moderno, l'argentino non ha celebrato il trionfo ma ha minimizzato il proprio merito: «Non riuscivo a vincere più di tre game. Sono stato fortunato. Mi dispiace per Jannik, si merita di vincere tanti slam, non so cosa sia successo: i crampi, il caldo... Spero che possa riprendersi quanto prima». Parole che dicono tutto sulla grandezza della notizia: persino il vincitore fatica a crederci.
Parigi sarà ancora di Sinner, prima o poi. Quel Roland Garros che manca ancora nel suo palmares e che sembrava così vicino questa mattina sul Philippe-Chatrier: un sogno interrotto da un muro invisibile, da un corpo che ha detto basta quando non avrebbe dovuto. Il campione riparte da zero, da Wimbledon, dall'erba che ama. Ma le domande su cosa è successo davvero resteranno senza risposta completa ancora per qualche giorno.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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