C'è una Nazionale italiana che non andrà al Mondiale 2026. E poi c'è questa: quella che si allena sotto la pioggia a Coverciano con un'età media di 20 anni e sei mesi, quattro ragazzi del 2008 e la voce di Gianluigi Donnarumma che si confonde con quella di un gruppo di ventenni che non sa cosa sia la prevedibilità. Silvio Baldini è il ct a tempo — mercoledì 3 giugno il test contro il Lussemburgo allo Stade de Luxembourg, domenica 7 la sfida alla Grecia al Pankritio Stadium di Heraklion — e guarda a questo gruppo con la soddisfazione di chi li conosce uno per uno: sono i suoi ragazzi dell'Under 21, promossi in blocco in Nazionale maggiore per missione specifica. «Sono i giovani a creare ritmo e darsi coraggio, i più grandi pensano a gestire le energie» — ha detto il tecnico livornese — «questi ragazzi vi faranno vedere tutto il loro valore».
LA TELEFONATA DI GIGIO E IL QUARTETTO DEI "REDUCI" - L'Italia mai vista ha la voce di Donnarumma — oggi al Manchester City — e i tacchetti di Marco Palestra, Niccolò Pisilli e Francesco Pio Esposito. Solo questi quattro tra i convocati hanno già militato in Nazionale maggiore: Gigio, simbolo e capitano dagli 81 gettoni in azzurro, ha alzato il telefono di sua iniziativa — «Quando mi ha detto che sarebbe venuto non mi è parso vero», confessa Baldini con sincera sorpresa. Gli altri tre erano presenti alla triste notte di Zenica, quella che a fine marzo ha consegnato l'Italia alla terza eliminazione consecutiva dai Mondiali: una Bosnia che non esiste nel ranking mondiale, un passaporto per l'America che non è arrivato. «Se mi ha cercato qualcun altro di quel gruppo? No, nessuno. Li capisco: la delusione è stata troppo grande, avranno preferito stare a riposo» — dice Baldini, senza giudicare — «E io voglio lavorare per lasciare a chi verrà qualcosa di nuovo e che dia luce ai nostri giovani azzurri».
IL GRUPPO: QUATTRO CLASSI, CINQUE STRANIERI - Il raduno a Coverciano è cominciato giovedì sera: 24 convocati ufficiali a cui si aggiungono quattro aggregati alla preparazione, tra cui Dominic Vavassori dell'Atalanta. Il gruppo fotografa una generazione: quattro classe 2008, tre classe 2006, sette classe 2005 e nove classe 2004. Solo undici degli azzurri hanno disputato la scorsa Serie A — gli altri erano impegnati all'estero o nelle serie minori. I cinque che giocano oltreconfine sono Filippo Mane e Luca Reggiani (entrambi al Borussia Dortmund), Fabio Chiarodia (Borussia M'Gladbach), Luca Koleosho (Paris FC) e il diciottenne Samuele Inácio — nato a Bergamo, cresciuto a Zingonia — che ha conosciuto il muro giallo di Dortmund grazie al Borussia e che in questa Nazionale salta direttamente dall'Under 19 ai grandi — come ricorda La Gazzetta dello Sport — saltando i passaggi intermedi con il disinvoltura di chi sa già dove vuole arrivare. Honest Ahanor (Atalanta) completa il blocco nerazzurro in questo gruppo azzurro che parla bergamasco con una frequenza insolita e bella.
BALDINI, UOMO LIBERO, E LA DENUNCIA SUL CALCIO ITALIANO - Il tecnico livornese non si limita a dirigere gli allenamenti con il figlio e primo assistente Mattia: gioca a tutto campo, lo ha sempre fatto. «Mi ritengo un uomo libero e ai miei giocatori chiedo di esprimersi in libertà» ha detto, prima di alzare il tiro: «Fino a quando il nostro calcio rimarrà in mano ai lestofanti la vedo molto dura: i dirigenti pensano ai loro interessi, altrimenti non ti spieghi perché scelgono un trentanovenne e non un ventenne». Un attacco diretto al sistema, nella convinzione che il calcio italiano si stia perdendo per scelte codarde e convenzionali. «Nelle mie scelte anche un preciso segnale? Bisogna cambiare, dare spazio e considerazione ai profili più promettenti: più cambiamento di così, ditemi voi».
IL SOGNO OLIMPICO E LA MISSIONE DI GIUGNO - Baldini è chiaro sul proprio orizzonte temporale: queste due partite sono la sua missione, punto. Ma pensa già oltre: «Lavoro alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 dove vorrei, sicuramente, Donnarumma e Pio. Per prendere in mano la Nazionale devo mettere sul tavolo il curriculum: dovrei qualificarmi agli Europei Under 21 del prossimo anno e vincerli». Due obiettivi dichiarati, due tappe di un percorso che vuole costruire con i mattoni giusti. Sul campo di Coverciano, intanto, ai suoi ragazzi ha già detto tutto quello che serviva: «Ho detto loro di pensare di essere i più forti di tutti e di non sprecare questa occasione». Un'Under 21 che viaggia alla media di più di tre gol a partita nel girone europeo. Una Nazionale maggiore che, per due domeniche, è tutta loro.
Il 7 giugno a Creta si chiuderà la stagione azzurra. E forse si aprirà qualcosa di nuovo: un volto, una promessa, un talento che ancora non conoscevamo. Il calcio italiano ha bisogno di speranza. Baldini gliene sta dando un po'.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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