Il nome di Pep Guardiola continua ad alimentare il dibattito sul futuro della Nazionale italiana. L'ex tecnico del Manchester City rappresenta una suggestione di grande fascino, anche se la sua candidatura appare estremamente complicata.

L'ipotesi di affidare la panchina azzurra a un commissario tecnico straniero viene vista da molti come il simbolo di una svolta epocale, una rottura con la tradizione che potrebbe segnare una nuova era per il calcio italiano.

I precedenti: da Herrera a Czeizler - Nella storia della Nazionale i commissari tecnici stranieri sono stati pochissimi. Il caso più noto resta quello di Helenio Herrera. Dopo la clamorosa eliminazione ai Mondiali del 1966 contro la Corea del Nord, la Federcalcio affidò la guida dell'Italia alla coppia composta dal "Mago" e da Ferruccio Valcareggi.

L'esperienza durò appena quattro partite. Herrera, ancora impegnato con la Grande Inter, rassegnò le dimissioni nel giugno del 1967 per concentrarsi sul club nerazzurro. Una scelta che, paradossalmente, portò fortuna agli azzurri: rimasto unico commissario tecnico, Valcareggi conquistò il Campionato Europeo del 1968.

Prima di Herrera, l'Italia aveva avuto anche l'ungherese Lajos Czeizler, membro della commissione tecnica nel biennio 1953-1954 insieme ad Angelo Schiavio. Ancora più indietro nel tempo compare anche il nome dell'inglese Harry Goodley, inserito in una commissione tecnica agli albori della Nazionale.

Mourinho e Xavi: le idee rimaste nel cassetto - L'ipotesi di un ct straniero è tornata d'attualità anche negli ultimi mesi, durante il passaggio dalla gestione di Luciano Spalletti a quella di Gennaro Gattuso. Tra i nomi proposti in Federazione figuravano profili di assoluto prestigio come Xavi Hernández e soprattutto José Mourinho. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, avrebbe valutato l'operazione, frenato però sia dai costi elevati sia dalla scarsa fattibilità dell'affare.

Secondo le indiscrezioni, infatti, lo stesso Mourinho non sarebbe stato realmente coinvolto nella trattativa e il suo eventuale ingaggio avrebbe avuto un impatto economico difficilmente sostenibile per le casse federali.

Un sogno destinato a restare tale? - Anche per Guardiola il principale ostacolo resta quello economico. Il tecnico catalano rappresenta un profilo di livello mondiale, ma i costi dell'operazione rendono la pista estremamente complessa. Per ora resta una suggestione, destinata ad alimentare il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori, più che una trattativa concreta.

Sezione: Italia / Data: Mar 21 luglio 2026 alle 09:30
Autore: Daniele Luongo
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