L'Atalanta ospita il Cagliari alle 20.45 alla New Balance Arena con l'obiettivo di rimettersi in marcia dopo la sconfitta di Roma, maturata quando i tre punti sembravano già in cassaforte. Bastava chiudere il conto all'89' e oggi si parlerebbe di una squadra a punteggio pieno: quel finale ha cambiato la lettura di tutto, riportando in primo piano il dibattito sull'identità ancora da costruire.

IL BLOCCO SENZA EUROPA - Siamo alla penultima uscita della prima porzione di stagione, quella libera dagli impegni continentali dopo il turno preliminare. È la finestra più preziosa per Maurizio Sarri, che può lavorare con continuità durante la settimana e posare le fondamenta del proprio calcio. Da una gara all'altra il volto della squadra potrebbe cambiare, e in meglio, anche se l'apprendistato non si esaurirà in fretta.

LA PAROLA CHIAVE È PAZIENZA - È il termine che circola con maggiore insistenza dentro il club, ripetuto per primo da Cristiano Giuntoli. Del resto lo racconta la carriera stessa del tecnico: i suoi principi richiedono mesi per essere assorbiti da un gruppo, ma una volta metabolizzati la squadra imbocca una discesa senza ostacoli. L'avvio, va detto, non ha entusiasmato i palati raffinati: il gioco fatica a emergere e la produzione offensiva resta scarna.

I PRIMI SEGNALI POSITIVI - Eppure qualcosa si muove, soprattutto nella tenuta del reparto arretrato. Non è dettaglio da poco, considerando che si stanno riscrivendo i meccanismi di una formazione abituata da un decennio a difendere a tre con marcature a uomo. E fino a quel maledetto 89' all'Olimpico i nerazzurri avevano raccolto tutto il raccoglibile: una compattezza che il risultato finale ha nascosto.

IL NODO GAETANO - Il passaggio decisivo, però, riguarda il centrocampo: dalla corsa e dal pressing si transita alla tecnica e al palleggio, e in questo senso l'assenza per squalifica di Gianluca Gaetano rallenta il percorso. Il napoletano è il regista dal quale devono nascere le idee, e nonostante un avvio discontinuo in quel ruolo non esistono alternative naturali. C'è Franck Kessie, che lì può giocare con caratteristiche diverse, ma la condizione al primo impatto è sembrata ancora approssimativa: durante la settimana il tecnico ha valutato se affidargli subito le chiavi, evitando ripieghi come Ederson o Mario Pašalić.

SCAMACCA E LE INDIVIDUALITÀ - In attesa che il gioco arrivi, la rosa possiede comunque uomini capaci di risolvere una serata: una fiammata di Gianluca Scamacca o un'invenzione di Lazar Samardžić, come già accaduto in questo avvio. E il centravanti ha un motivo in più per crederci, perché contro i sardi ha spesso trovato la via del gol. Occhio poi alla freschezza di Jonathan Rowe, atteso al debutto dal primo minuto oppure a partita in corso.

IL CAGLIARI DI PISACANE - Gli ospiti arrivano a quota identica, con due successi e un passo falso, e danno l'impressione di appartenere a una categoria superiore rispetto alle candidate alla lotta per la permanenza – come sottolinea L'Eco di Bergamo. Fabio Pisacane, l'allenatore che lo scorso anno ebbe l'intuizione di trasformare proprio Gaetano in playmaker, propone un calcio propositivo che riprende con ingredienti diversi alcuni principi sarriani, a partire dal regista Harry Winks. Non mancano i limiti, ma davanti c'è un Daniel Maldini che vorrebbe finalmente farsi notare in uno stadio dove ha sempre deluso.

LA CLASSIFICA E IL CALENDARIO - I punti non hanno ancora un peso definitivo, ma arrivare a nove dopo quattro giornate, con il secondo posto provvisorio in serata, sarebbe un bottino che soltanto due volte nella storia del club è stato migliorato. Nella stagione della pazienza serve anche affidarsi alla concretezza. Poi arriverà la Juventus, prima del lungo stop che introdurrà a un calendario compresso: da metà ottobre non ci si fermerà più.

Il bel gioco arriverà, dicono tutti. Intanto, stasera, contano i tre punti.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Sab 12 settembre 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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