La resilienza ha il volto pulito di un ragazzo di ventidue anni capace di trasformare la più crudele delle sfortune in un trionfo senza precedenti. La favola calcistica di Lorenzo Bassanello rappresenta uno spaccato di sport purissimo, una storia di cadute rovinose e rinascite spettacolari che lo ha incoronato come il tecnico più giovane di tutta la penisola capace di mettere in bacheca un titolo alla guida di una formazione giovanile.

IL TRIONFO BERGAMASCO - Il clamoroso record nazionale è stato siglato al timone dell'Almè nel vibrante campionato provinciale Under 16. Un cammino trionfale che ha visto la giovane truppa spingersi con merito fino alla semifinale del prestigioso Torneo Cassera giocando sotto età, con alcuni talenti capaci persino di guadagnarsi la chiamata per gli allenamenti con la prima squadra. «È un successo costruito con fiumi di sudore e altrettanta fatica quotidiana», ha ammesso con immensa fierezza il giovanissimo mister, celebrando un'annata che ha sfiorato la perfezione assoluta in ogni suo dettaglio.

IL CALVARIO E L'ADDIO AL CAMPO - Dietro questo sorriso radioso, tuttavia, si nasconde un passato recente a dir poco tormentato. La sua carriera da calciatore prometteva scintille, con l'intera trafila vissuta da protagonista nel vivaio del Ponte San Pietro fino all'atteso salto in prima squadra. Poi, il buio totale. Due traumi devastanti hanno spezzato i sogni di gloria prima ancora di spegnere le venti candeline. «Nel dicembre del 2021 mi sono rotto crociato, menisco e collaterale, restando fuori quasi un anno intero. Rientrato gradualmente con la Juniores Nazionale, abbiamo vinto il campionato ed eravamo pronti per le fasi nazionali, ma in amichevole mi sono fratturato la caviglia destra», ha confidato – come riporta un'emozionante intervista rilasciata a Sprint e Sport spiegando come quel secondo tremendo crac lo abbia spinto alla dolorosa ma inevitabile scelta di appendere prematuramente gli scarpini al chiodo per dedicarsi alla lavagna tattica.

IL DIALOGO COME ARMA VINCENTE - Il richiamo viscerale del rettangolo verde era però troppo forte per essere ignorato. Accettare la panchina della società bergamasca poteva apparire un azzardo clamoroso per via della carta d'identità, ma la scommessa ha pagato dividendi altissimi. «Non ho esitato un singolo istante, volevo dimostrare a tutti che anche noi giovani abbiamo tantissimo da offrire a questo mondo», ha sottolineato, ricordando anche il recente ed entusiasmante esordio nel ruolo di vice allenatore in Promozione. Il vero segreto del suo miracolo sportivo risiede nell'empatia: gestire ragazzi di appena sei anni più piccoli richiede una sensibilità e un carisma speciali. «Parlo tantissimo con i miei giocatori, voglio essere una guida sicura e un esempio da seguire, mantenendo sempre saldo e imprescindibile il rispetto reciproco».

Il futuro è un foglio bianco tutto da scrivere, con l'ambizione famelica di chi sa che lo studio e l'aggiornamento costante sono le uniche chiavi per scalare le gerarchie. Il calcio giocato ha tolto tutto a questo ragazzo prodigio, ma la panchina ha già iniziato a restituirgli i sogni con gli interessi.

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Sezione: Altre news / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 00:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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