L'estate di Marco Palestra si preannuncia caldissima, e non soltanto per le temperature. Il terzino più veloce della Serie A — fresco di Frecciarossa Speed Award, miglior difensore del campionato e convocazione in Nazionale — è già al centro di un intreccio di mercato che coinvolge due delle squadre più ambiziose della prossima stagione: l'Inter, che lo vuole a tutti i costi, e l'Atalanta, che non ha intenzione di svendere nessuno. La richiesta della Dea si assesta intorno ai 40 milioni, una cifra che i nerazzurri milanesi faticano a mettere sul tavolo cash. Ecco perché Piero Ausilio e i suoi collaboratori stanno ragionando su come abbassare la barriera bergamasca, e la risposta potrebbe avere un nome e un cognome precisi: Davide Frattesi.
IL PIANO INTER: FRATTESI COME PEDINA DI SCAMBIO - L'idea è semplice nella sua logica, ma complessa nell'esecuzione. L'Inter inserisce Frattesi nella trattativa per Palestra, abbassando così la componente cash richiesta dall'Atalanta. Un'operazione che potrebbe funzionare per due ragioni distinte: la prima è tecnica — con la partenza di Ederson al Manchester United si apre un vuoto a centrocampo che Frattesi, mezzala di corsa e inserimento, sarebbe in grado di coprire con le caratteristiche giuste per il 4-3-3 di Maurizio Sarri. La seconda è sentimentale, nel senso professionale del termine: Sarri aveva già cercato di portare Frattesi alla Lazio l'estate scorsa, senza riuscirci. Bergamo potrebbe essere la seconda occasione.
IL REBUS DELLE VALUTAZIONI - Il nodo più spinoso è quello delle cifre. L'Atalanta non è bottega che saldi: i 40 milioni per Palestra non sono una cifra gonfiata, ma il riflesso di un valore di mercato certificato da una stagione straordinaria e da un'asta europea già aperta — con il Manchester City di Enzo Maresca che si è aggiunto all'Inter nella corsa al terzino nerazzurro, alzando ulteriormente la posta in gioco. Dall'altra parte, Frattesi è un giocatore in fase calante di valutazione: dopo una stagione in cui lo spazio si è ridotto ancora di più all'Inter — zero gol, ruolo sempre più marginale dopo le reti decisive delle annate precedenti — la sua quotazione di mercato si è ammorbidita. I nerazzurri milanesi difficilmente riusciranno a spingersi fino ai 30 milioni teorici del cartellino, a meno di un'improvvisa esplosione di interesse dalla Premier League.
LA FORBICE CHE COMPLICA TUTTO - Il problema è dunque aritmetico: Palestra vale 40 milioni, Frattesi forse 20-25 in questo momento. Il delta che rimane da colmare non è trascurabile, e l'Atalanta — con Giuntoli che ha appena preso le redini dell'area sportiva — non accetterà formule che non siano economicamente congrue. La Dea ha tutte le ragioni per tenere duro: la Conference League porta liquidità, le uscite di Ederson e la probabile cessione di altri elementi già finanzierebbero il mercato in entrata. Non c'è urgenza di fare sconti, soprattutto su un giocatore che è già un patrimonio del club.
LA CONCORRENZA CHE AIUTA BERGAMO - Paradossalmente, la situazione dell'Inter è complicata anche dall'interesse del Manchester City. Più club di livello si contendono Palestra, più l'Atalanta può alzare il prezzo e aspettare l'offerta migliore. Giuntoli ha imparato — alla scuola di Napoli, con Koulibaly, Osimhen e Kvaratskhelia — che il modo migliore per valorizzare un giocatore è non avere fretta di venderlo. E con un terzino da 27,96 km/h di media in sprint, già convocato in Nazionale e con tre riconoscimenti individuali incassati nell'arco di una settimana, l'Atalanta può permettersi di sedersi al tavolo con il lusso di chi ha il coltello dalla parte del manico.
Palestra è il grande affare dell'estate nerazzurra. Ma sarà l'Atalanta, come sempre, a dettare i tempi e le condizioni.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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