La notizia è arrivata nel pomeriggio, sobria e definitiva come i comunicati che sanno di inevitabile: Frédéric Massara non è più il direttore sportivo della Roma. La società giallorossa ha ufficializzato la risoluzione consensuale del rapporto, ringraziando il dirigente per il lavoro svolto. Una formula istituzionale che non racconta nulla del mese di tensioni, di silenzi, di episodi emblematici che hanno reso questo addio non solo atteso ma necessario. Massara lascia dopo una sola stagione, nonostante l'obiettivo Champions League raggiunto: la qualificazione al palcoscenico più importante d'Europa non è bastata a sanare la frattura con Gian Piero Gasperini. Una rottura nata in estate e diventata, nel tempo, una distanza professionale incolmabile.
L'ESTATE DEI MALINTESI - Le prime crepe si sono aperte già durante il mercato estivo, prima ancora che il campionato cominciasse. Gasperini aveva idee precise su come rinforzare la rosa — e tra i nomi circondati dal suo interesse figuravano Jadon Sancho e Fábio Silva — ma le trattative non andarono in porto, tra vincoli di fair play finanziario, tempistiche decisionali della proprietà e una visione del rischio che il tecnico e il DS percepivano in modo radicalmente diverso. Massara era prudente, metodico, attento alle normative UEFA. Gasperini era esigente, ambizioso, abituato a pretendere mercato rapido e decisivo. Due stili destinati a scontrarsi.
GENNAIO: IL TAXI E I DOSSIER NEGATI - A gennaio il confronto si è inasprito ulteriormente. Gian Piero Gasperini aveva indicato con chiarezza la necessità di un trequartista mancino di livello: i nomi di Giacomo Raspadori e Joshua Zirkzee erano circolati con insistenza, ma l'operazione non si era chiusa. Dopo la sconfitta contro l'Atalanta del 3 gennaio — gara che aveva ulteriormente irritato il tecnico, già frustrato dall'assenza del rinforzo richiesto — Gasperini avrebbe deciso di non salire sul pullman della squadra, raggiungendo l'aeroporto in taxi. Un gesto simbolico, piccolo nella forma ma pesantissimo nel significato: il segnale che il rapporto con Massara aveva superato il limite della tensione fisiologica.
MARZO: LA CONFERENZA DISERTATA - Il secondo episodio chiave è arrivato in primavera. Dopo la partita con il Lecce, Gasperini ha disertato la conferenza stampa post-gara, infastidito da alcune dichiarazioni di Massara sugli infortuni e sulla profondità della rosa. Un gesto plateale, difficile da ignorare, che ha ulteriormente certificato la frattura davanti all'intera comunità calcistica. Lo stesso Gasperini, poi, non ha cercato di addolcire il concetto: «Ricky è una bravissima persona, ma sotto l'aspetto tecnico non abbiamo avuto feeling». Una dichiarazione netta, senza sfumature, che vale quanto un comunicato ufficiale.
LA DIGNITÀ DI MASSARA FINO ALLA FINE - Nonostante il clima teso, il dirigente ha continuato a lavorare con professionalità: il rinnovo di Paulo Dybala è rimasto sulla sua scrivania, come i dossier sui giocatori in scadenza e le valutazioni per la prossima stagione. In una videoconferenza con i Friedkin aveva anche detto: «Se sono io il problema, allora faccio un passo indietro». Una frase che ha alleggerito le trattative per la separazione, ma che non ha cambiato la sostanza: il rapporto era logorato, e anche la famiglia proprietaria lo aveva capito. Adesso Tony D'Amico, che arriva da Bergamo con il pieno supporto di Gasperini, raccoglierà quei dossier e scriverà il prossimo capitolo giallorosso.
IL PASSAGGIO DI CONSEGNE E IL FUTURO - Prima di Claudio Ranieri, ora Massara: la Roma di Gasperini ha già lasciato per strada due figure importanti in meno di un anno. Non per una questione di qualità — Massara è un professionista serio, e il suo curriculum lo certifica — ma per una questione di stili, di linguaggi, di visioni che non hanno mai trovato un dialogo stabile. Gasperini funziona meglio quando ha al fianco qualcuno che parla la stessa lingua calcistica. D'Amico quella lingua la conosce a memoria. La Roma, finalmente, ha il tandem che serve.
Addio Massara, con stima e rispetto. Il campo ha deciso che questa non era la storia giusta. E quella giusta, ora, può cominciare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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