L'Atalanta di Maurizio Sarri nasce da una rottura netta con il passato recente, ma non tocca il traguardo: l'Europa resta la meta. Nove qualificazioni continentali nell'ultimo decennio raccontano meglio di qualsiasi analisi il salto di status compiuto dal club, e proprio da quella base la società ha scelto di ripartire cambiando pelle.

PERCHÉ CAMBIARE DOPO GASPERINI - La decisione arriva al termine di un ciclo tecnico e tattico che aveva reso vincente l'epopea gasperiniana. Nonostante l'ottimo percorso in Champions League e la qualificazione in Conference, la scorsa stagione ha lasciato la sensazione di un rendimento leggermente sotto le attese: da qui la scelta di consegnare la panchina al tecnico toscano per dare stimoli nuovi a una rosa che aveva bisogno di essere scossa.

LA RIVOLUZIONE PARTE DAL BASSO - Il cambiamento comincia dalla retroguardia. Niente più riferimenti a uomo né movimenti aggressivi tarati sull'avversario: al loro posto una linea con due centrali e due terzini che in fase difensiva si muove collettivamente, a zona, decidendo in base alle caratteristiche dei singoli quanto alzarsi e quanta pressione esercitare. In possesso, poi, quello stesso reparto è chiamato a contribuire al controllo del pallone e alla costruzione, con i terzini in dialogo costante con mezzala e ala di riferimento. Un impianto che, ribalta le abitudini consolidate a Zingonia nell'ultimo decennio.

GAETANO, IL REGISTA CHE MANCAVA - Se dietro gli interpreti erano già adattabili, in mezzo serviva un intervento immediato. E gli innesti sono stati due, considerando che Éderson era di fatto un giocatore del Manchester United. Con Gianluca Gaetano, prelevato dal Cagliari, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e l'amministratore delegato Luca Percassi hanno messo subito nelle mani dell'allenatore il regista che il sistema richiedeva: acquisto centrato, e già integrato nei primi due test.

IL NODO ATTACCO - In quelle due uscite, però, gli attaccanti non hanno trovato la porta – annota La Gazzetta dello Sport –. Ed è proprio lì che passerà buona parte della riuscita del progetto: un pacchetto offensivo pesante come quello composto da Charles De Ketelaere, Gianluca Scamacca, Giacomo Raspadori e Nikola Krstović — pochi in Serie A ne vantano uno simile — dovrà interpretare funzioni completamente nuove.

La filosofia è cambiata, l'ambizione no. Ora tocca al campo dire se Sarri avrà trovato la chiave giusta.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 26 luglio 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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