Due anni da spettatore, zero gol nell'ultima stagione, tre sole presenze da titolare in campionato: i numeri raccontano una storia già scritta. Davide Frattesi non sarà un giocatore dell'Inter nella prossima stagione. Il centrocampista romano, classe 1999, arrivato dal Sassuolo nell'estate del 2023 per oltre 32 milioni di euro complessivi, si è ritrovato progressivamente ai margini del progetto tecnico nerazzurro. Prima con Simone Inzaghi — dove almeno garantiva un contributo saltuario ma prezioso — poi con Cristian Chivu, il tecnico rumeno che ha guidato l'Inter al double scudetto-Coppa Italia, lo spazio si è definitivamente assottigliato fino a scomparire. Per un calciatore del suo calibro, la situazione è diventata insostenibile.

IL VALORE E LA PLUSVALENZA - La cessione, paradossalmente, fa comodo a tutti. L'Inter può fare cassa senza rimpianti eccessivi: il valore residuo a bilancio di Frattesi è ormai sceso intorno ai 12 milioni, il che significa che qualsiasi cifra superiore ai 20-25 milioni si tradurrebbe in una plusvalenza significativa. Sul giocatore non mancano gli estimatori: Roma e Napoli hanno già effettuato sondaggi esplorativi, e dalla Premier League continuano ad arrivare segnali di interesse. Ma è la pista bergamasca quella che, in questo momento, prende forma con più concretezza di tutte le altre.

IL DOPPIO FILO CON PALESTRA - L'intreccio che sta animando i corridoi di mercato di queste ore è affascinante nella sua struttura. L'Inter ha individuato in Marco Palestra il profilo ideale per completare la propria fascia destra nella prossima stagione, ma la Dea valuta il terzino di Buccinasco non meno di 40 milioni. Una cifra alta, che i nerazzurri faticano a giustificare con una sola uscita cash. L'idea che sta prendendo corpo a Viale della Liberazione è quella di inserire Frattesi come elemento di collegamento tra le due trattative: non uno scambio formale — le operazioni rimarrebbero tecnicamente separate — ma due accordi speculari capaci di abbassare la quota liquida richiesta all'Inter per portare Palestra a Milano. La Dea, dal canto suo, vedrebbe arrivare un centrocampista di qualità a costo ridotto, coprendo il vuoto lasciato dalla partenza di José Éderson verso il Manchester United.

IL GRADIMENTO DI SARRI - Non è un dettaglio marginale: Maurizio Sarri, il nuovo tecnico dell'Atalanta, ha inseguito Frattesi per anni. Quando era sulla panchina della Lazio aveva tentato due volte di portarlo a Roma — la prima con un'offerta da circa 20 milioni rifiutata dall'Inter, la seconda con un prestito con diritto di riscatto pure respinto al mittente. Il fatto che oggi il centrocampista romano possa ritrovarsi sotto la guida del tecnico toscano a Bergamo non è una coincidenza, ma il naturale epilogo di una stima consolidata nel tempo. Il 4-3-3 sarriano, che impone una mezzala di corsa e inserimento, calza a pennello sulle caratteristiche del centrocampista ex Sassuolo.

I NODI DA SCIOGLIERE - Non mancano le insidie. Il nodo principale è la valutazione: dopo una stagione senza reti né assist, per l'Inter sarà complicato spuntare i 30 milioni sperati, e la Dea difficilmente accetterà una contropartita senza una componente cash a compensazione. C'è poi la questione dell'ingaggio: Frattesi percepisce uno stipendio che si avvicina ai limiti del tetto salariale atalantino, e l'assenza della Champions League resta un fattore non secondario nella valutazione del giocatore. Ma il profilo è quello giusto, il momento è quello giusto, e le esigenze dei due club si incastrano in modo quasi naturale.

Il domino di mercato tra Inter e Atalanta è il più interessante dell'estate italiana. Marco Palestra e Davide Frattesi potrebbero scambiarsi le maglie attraverso trattative collegate: un'operazione doppia che, se trovasse la quadratura, risolverebbe in un colpo solo le priorità di entrambe le dirigenze. Sarri aspetta il comunicato ufficiale della Dea, Giuntoli apre i dossier. L'estate è appena cominciata.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 30 maggio 2026 alle 01:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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