La New Balance Arena si prepara ad accogliere un nuovo volto tecnico, ma nel frattempo il mercato non dorme. In attesa di stringere la mano a Maurizio Sarri, il nuovo allenatore sempre più vicino alla firma del contratto, l'Atalanta ha già aperto il taccuino degli obiettivi e ha messo il naso in casa Milan. I nomi individuati dalla dirigenza nerazzurra per rinforzare il centrocampo sono due: Ardon Jashari e Samuele Ricci. Entrambi hanno vissuto la loro prima stagione in rossonero con luci e ombre. Entrambi potrebbero essere in bilico nel caso in cui il Milan — alle prese con un'estate di profonda ristrutturazione dirigenziale — decidesse di rimettere in discussione i propri equilibri interni.
IL CASO JASHARI: IL COLPO DE KETELAERE BIS? - Il profilo che scalda di più i cuori a Zingonia è quello dello svizzero. Ardon Jashari, classe 2002, nato a Cham da una famiglia albanese, era arrivato al Milan nell'estate del 2025 dopo aver dominato la scena belga al Club Brugge, dove aveva vinto il titolo di miglior giocatore dell'anno nella Pro League e trascinato i nerazzurri gialloblu fino ai quarti di Champions. In Italia, però, la sua prima stagione si è trasformata in un percorso a ostacoli: appena 14 presenze in campionato, una permanenza discontinua tra panchina e campo, e soprattutto un grave infortunio — la frattura del perone — che lo ha tenuto lontano dal rettangolo verde per settimane decisive. Un profilo sprecato, che Bergamo vorrebbe scartare e rilanciare — come segnala Sportitalia — esattamente come accaduto con Charles De Ketelaere tre anni fa: anche il belga era arrivato a Milano con fanfare e aspettative altissime, anche lui era uscito dalla sua prima stagione rossonera come un caso da archiviare, anche lui aveva trovato a Zingonia la resurrezione che cercava.
RICCI, IL PALLINO DI SARRI - Il secondo nome è quello di Samuele Ricci. Il centrocampista di Pontedera, classe 2001 e mediano di spessore già testato in Serie A con Empoli e Torino, ha seguito un percorso diverso da Jashari: 34 presenze complessive nella stagione appena conclusa, qualche lampo di qualità — tra cui un gol pregiato proprio alla New Balance Arena — ma mai la continuità che ci si aspettava da un giocatore pagato 23 milioni. A renderlo particolarmente appetibile per la Dea è un dettaglio non secondario: Maurizio Sarri lo ha sempre stimato e seguito nel corso della sua carriera, considerandolo un centrocampista ideale per il suo sistema di gioco fatto di possesso, verticalità e pressing alto. Un «vecchio pallino» del tecnico toscano, come confermano le fonti più vicine all'ambiente nerazzurro.
I TEMPI E LE INCOGNITE - La trattativa è ancora in fase embrionale. Nei prossimi giorni potrebbero partire i primi contatti esplorativi tra i due club, ma prima sarà necessario che il Milan faccia chiarezza sulla propria struttura dirigenziale: senza un direttore sportivo, senza un allenatore e senza un amministratore delegato definiti, ogni ragionamento sul mercato in uscita resta sospeso in un limbo. La posizione di Jashari, in particolare, dipenderà fortemente dalle scelte del futuro tecnico rossonero: se il nuovo allenatore lo riterrà centrale nel progetto, qualsiasi discorso con Bergamo si chiuderà prima ancora di aprirsi. In caso contrario, la Dea potrebbe fare leva sulla disponibilità del giocatore e sulla propria capacità — dimostrata più volte — di trasformare i "flop" di mercato altrui in campioni certificati.
Due nomi, una strategia ben precisa: l'Atalanta di Sarri e Giuntoli vuole un centrocampo nuovo e lo cerca lì dove il valore è momentaneamente depresso. Jashari e Ricci, nei piani nerazzurri, potrebbero essere l'occasione più concreta per costruire la mediana del futuro a condizioni di mercato favorevoli. Il precedente De Ketelaere insegna: a Bergamo, i rilanci riescono.
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