Il Pisa rompe gli indugi sul malore accusato da Rosen Bozhinov e lo fa con una nota che non lascia margini interpretativi. Al termine degli accertamenti sanitari il club ha chiarito la natura dell'episodio verificatosi durante la sfida con la Juve Stabia dello scorso 6 settembre, puntando il dito contro le circostanze in cui quella gara si è disputata.

COSA DICONO GLI ACCERTAMENTI - La valutazione medica ha stabilito che il calciatore ha subito «una sincope convulsiva causata da condizioni climatiche sfavorevoli». Una diagnosi che sposta immediatamente il baricentro del discorso dal singolo episodio al contesto in cui si è verificato, e che il club ha scelto di rendere pubblica per evitare qualsiasi ricostruzione approssimativa.

IL RECUPERO PROCEDE BENE - Il primo pensiero della società è andato al giocatore, con l'augurio di guarire in fretta e di tornare presto a disposizione. Il percorso riabilitativo, seguito passo dopo passo dallo staff sanitario nerazzurro, sta dando i risultati sperati: nessun allarme, dunque, sul fronte delle condizioni personali.

L'ACCUSA SULLA PROGRAMMAZIONE - Chiarito il quadro clinico, il tono cambia. La società parla senza giri di parole di grave negligenza nell'aver collocato una partita in un contesto ambientale di quel tipo, e ribadisce una gerarchia di valori che a suo giudizio non è stata rispettata: «La salute e la sicurezza dei calciatori professionisti devono sempre rappresentare la priorità assoluta». Nessuno mette in discussione l'esigenza di dare visibilità e valore al torneo, si legge nella nota, ma quelle ragioni non possono scavalcare l'incolumità di chi scende in campo.

IL DIALOGO CON LA LEGA - Il club ha inoltre reso noto di aver avuto contatti con la Lega di Serie B nei giorni successivi all'episodio, ottenendo garanzie precise: «ci è stato assicurato che la programmazione delle prossime partite sarà effettuata prestando maggiore attenzione alle preoccupazioni dei Club». Un impegno che, nelle intenzioni, dovrebbe tradursi in orari e collocazioni compatibili con la tutela degli atleti. Non sarebbe la prima volta che il calendario cadetto viene rivisto: una diversa collocazione delle gare per ragioni organizzative è già stata adottata in passato.

L'AUSPICIO FINALE - La chiusura del comunicato ha il tono del monito: quanto accaduto, si legge, deve trasformarsi in un insegnamento e spingere all'adozione di ogni misura utile perché situazioni simili non si ripetano. Un appello che va oltre il caso singolo e chiama in causa l'intero sistema.

Un episodio che poteva avere conseguenze ben più serie. Ora la palla passa a chi compila il calendario.

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Sezione: Serie B / Data: Gio 10 settembre 2026 alle 21:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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