Dopo la Coppa Italia dello scorso aprile, un altro trofeo alzato sullo stesso prato: l'Arena Civica "Gianni Brera" si conferma terreno fortunato per la Primavera nerazzurra. Ai microfoni ufficiali del club, Roberto Samaden ha commentato il 4-3 sulla Fiorentina che vale la Supercoppa, mettendo a confronto le due finali vinte dai ragazzi di Bosi, raccontando una partita resa quasi epica dalle intemperie e ribadendo la missione del vivaio: far crescere i ragazzi, prima ancora dei risultati. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

È più bella la vittoria della Coppa Italia o quella della Supercoppa?
«Sono belle entrambe, caratterizzate credo da un grandissimo spirito: nella finale di Coppa Italia la Juve ci aveva messo in grande difficoltà e avevamo resistito, qui invece abbiamo giocato una partita molto bene, soprattutto all'inizio del primo tempo. È stata una bellissima partita, quindi ce le godiamo tutte e due, queste vittorie».

Due gare diverse, ma entrambe un alternarsi di emozioni: qui siete stati in vantaggio, poi rimontati, poi sotto.
«Sì, penso che, a prescindere dalla soddisfazione di aver vinto e dalla gioia, sia stata una bella partita, perché si sono visti tanti gol, tante emozioni, un rigore parato, tantissime occasioni da una parte e dall'altra. Due squadre che hanno onorato, secondo me, i titoli vinti l'anno scorso: la Fiorentina campione d'Italia e noi vincitori della Coppa Italia. Credo sia stato un bello spot per il calcio giovanile, anche con le intemperie: il tempo ha fatto sì che a un certo punto la partita prendesse un piglio quasi epico, perché i ragazzi erano veramente cotti, sia i nostri sia i loro, e sono arrivati alla fine con le poche energie che avevano. Proprio una bella partita».

Sappiamo che nel vivaio non conta soltanto il risultato del campo, ma alla fine serve anche quello.
«Certo, contano anche le vittorie, e questa è l'ennesima dimostrazione di una cosa che in Atalanta si verifica da anni: si può coniugare la crescita dei giocatori, la loro valorizzazione, e anche i risultati».

Oggi c'era tutta la dirigenza a seguirvi.
«Abbiamo la fortuna di avere un presidente e un amministratore delegato che ci seguono da vicino. Lui in particolare, ogni giorno, ci sprona a fare meglio, e questo è uno stimolo per noi, per i ragazzi e per tutte le persone che lavorano nel settore giovanile».

Quali sono gli obiettivi del settore giovanile?
«Prima lavorare, lavorare, lavorare e comportarsi bene, perché questo ce lo ricorda il presidente tutti i giorni: quindi fare i bravi, e poi crescere, perché il compito nostro è proprio quello di far crescere i ragazzi. Abbiamo veramente la fortuna di lavorare in una società che ci mette a disposizione tutto, e poi spetta a noi trasmetterlo ai ragazzi tutti i giorni. L'obiettivo è sempre quello, la tradizione e la storia sono sempre quelle, e le vittorie sono sempre quelle: quindi avanti così».

Il racconto di una notte durissima, giocata sotto l'acqua e vinta con le ultime energie, e la conferma di un metodo che a Bergamo non cambia. Per Samaden il trofeo è la prova che crescita e risultati possono convivere: il resto lo fa il lavoro quotidiano.

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Sezione: Primavera 1 / Data: Mer 09 settembre 2026 alle 23:24
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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