Chiuso il ciclo trionfale in Medio Oriente, Paulo Sousa ha un'idea molto precisa su come proseguire la carriera: tornare ad allenare nel Vecchio Continente. E, in attesa della chiamata giusta, il tecnico lusitano ha scelto di prepararsi sul campo, girando gli stadi europei da spettatore e riannodando i fili con il Paese che considera la sua seconda casa.

IL TOUR NEGLI STADI ITALIANI - L'occasione per rimettere piede in Italia è stata la festa per i cento anni della Fiorentina, club che ha guidato tra il 2015 e il 2017. Approfittando del viaggio, l'ex centrocampista si è accomodato in tribuna per Napoli-Como e per la sfida dei nerazzurri contro il Bologna. Il programma non finisce lì: nel fine settimana sarà a San Siro per Inter-Napoli e poi allo Stadium per Juventus-Milan.

SEGNALI DALLA BUNDESLIGA - Nelle prossime settimane la valigia lo porterà altrove. Prima in Germania, dove il suo profilo ha raccolto apprezzamenti concreti, poi in Turchia: l'obiettivo è osservare dal vivo alcune partite del massimo campionato tedesco e della Super Lig, allargando il ventaglio delle possibilità in vista della prossima panchina.

I NUMERI DELLO SHABAB AL AHLI - Il biglietto da visita, del resto, è di quelli che si fanno notare. Con la squadra emiratina l'allenatore ha messo insieme un biennio da primato: quattro trofei conquistati in una sola stagione, una striscia record di trentatré incontri senza sconfitte e la semifinale raggiunta nella massima competizione continentale asiatica. Un bottino che spiega perché diverse società lo tengano d'occhio.

NIENTE MEDIO ORIENTE, PRIORITÀ ALLA FAMIGLIA - Le proposte per restare in quell'area geografica non sono mancate, ma sono state respinte: la scelta è stata dettata da ragioni personali, con la famiglia messa davanti a tutto. La volontà, adesso, è quella di rimettersi in gioco su una panchina europea.

PERCHÉ L'ITALIA - E se dovesse arrivare una proposta dalla Serie A, la porta sarebbe più che aperta. Nel nostro Paese il portoghese ha vissuto una fetta consistente della propria vita professionale: da calciatore ha vestito le maglie di Juventus, Inter e Parma, da tecnico ha guidato viola e Salernitana. Un percorso che gli consente di conoscere alla perfezione un torneo che continua a seguire da vicino, oggi popolato di allenatori con storie molto diverse tra loro, da Sarri in giù.

Adesso serve soltanto l'occasione giusta. E, a giudicare dagli spostamenti delle ultime settimane, il portoghese non ha alcuna intenzione di aspettarla con le mani in mano.

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Sezione: Calciomercato / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 23:44
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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