Stasera Roma-Atalanta sarà una sfida particolare sotto diversi punti di vista. Gian Piero Gasperini ritrova da avversario la squadra con cui ha scritto nove anni di storia, mentre per la prima volta Marten de Roon affronterà i nerazzurri dopo essere stato per anni uno dei simboli e il capitano dell'Atalanta. Ma al di là degli incroci con il passato, la partita mette di fronte due squadre che hanno raccolto gli stessi punti nelle prime due giornate, mostrando però sul campo indicazioni molto diverse. La Roma è partita forte, vincendo e convincendo anche sul piano del gioco; l'Atalanta di Sarri ha ottenuto gli stessi risultati, ma è ancora alla ricerca della propria identità. Per analizzare la sfida dell'Olimpico, il momento delle due squadre e il nuovo corso giallorosso, TuttoAtalanta.com ha intervistato in esclusiva Alessandro Carducci, direttore di Vocegiallorossa.it.
Alessandro, la Roma è partita fortissimo, vincendo e convincendo anche sul piano del gioco. Ti aspettavi un impatto così immediato di Gasperini e cosa pensi abbia già portato alla squadra che prima mancava?
«Non mi aspettavo la facilità con cui la Roma ha vinto le prime due gare. Da questo inizio, si vede una Roma sicuramente più gasperiniana rispetto allo scorso anno, quando, magari, dopo il vantaggio i giallorossi tendevano spesso a difendere il risultato. Invece, in queste prime due partite, la Roma ha continuato ad attaccare senza minimamente pensare di difendere il vantaggio».
Questa è stata la prima sessione di mercato di Tony D'Amico alla Roma, dopo quattro anni all'Atalanta. Che giudizio dai al suo lavoro e quanto pensi che l'intesa già costruita a Bergamo con Gasperini possa rappresentare un valore aggiunto per il nuovo progetto giallorosso?
«Certamente l'intesa con Gasperini ha aiutato molto. Lo scorso anno, il tecnico giallorosso aveva iniziato a mandare le prime frecciatine a Massara fin dal mese di agosto. L'atmosfera è più serena adesso e D'Amico ha fatto un buon lavoro. Peccato per l'esterno sinistro offensivo, una macchia evidente sull'operato di D'Amico, e a gennaio sicuramente la Roma ci riproverà. L'obiettivo, questa estate, era di rafforzare la rosa dando più alternative e aumentando la profondità della panchina».
Come è stato accolto a Roma l'arrivo dell'ex capitano nerazzurro Marten de Roon? Pensi che i tifosi giallorossi possano perdonargli qualche "marachella" del passato?
«Neanche Gasperini era considerato simpaticissimo all'inizio. Certo, de Roon aveva pubblicato un post antipatico, molto antipatico. Dovrà guadagnarsi la fiducia con il sudore e la professionalità».
Oggi all'Olimpico arriva l'Atalanta: alla luce delle prime due partite di campionato, che partita ti aspetti? Tutto troppo facile per la Roma?
«Non ci allarghiamo. L'Atalanta è una squadra di qualità superiore a Fiorentina e Lecce, per cui sarà tutta un'altra storia. Partita difficile, molto difficile, anche perché la Roma arriva dalla sbornia di queste due gare vinte troppo facilmente. Pensare di replicare lo stesso schema contro l'Atalanta sarebbe un errore imperdonabile».
Per Gasperini non sarà una partita come le altre. L'anno scorso non era riuscito a battere l'Atalanta né a Roma né a Bergamo. Pensi che stavolta avrà una motivazione ancora maggiore per riuscirci?
«Di certo la motivazione non sarà battere l'Atalanta per "vendicarsi" dello scorso anno, ma Gasperini vorrà vincere per allungare la serie positiva e portarsi a 9 punti. Lo conoscete meglio di me: è una persona pratica che va dritta al punto».
È Malen il giocatore dal quale l'Atalanta dovrà guardarsi? E, al contrario, c'è un giocatore dell'Atalanta che ti preoccupa particolarmente?
«Sicuramente Malen è un tornado in questo momento. Se ha l'occasione di puntare l'avversario, diventa devastante. La Roma dovrà stare attenta a molti calciatori, Ederson e Scamacca su tutti, ma poi se si pensa anche a De Ketelaere o a Raspadori si capisce che sono tanti i pericoli per i capitolini».
Tra Atalanta e Roma non ci sono certo rapporti di amicizia tra le tifoserie. Il fatto che oggi l'Atalanta sia allenata da Sarri può diventare un'ulteriore miccia in una sfida già molto sentita?
«Sicuramente è un motivo d'interesse in più, che potrà accendere ulteriormente una sfida già frizzante».
Che idea ti sei fatto finora dell'Atalanta di Sarri e dove pensi possa arrivare in questa stagione?
«Sarri è partito bene, pur con la difficoltà di praticare un tipo di calcio totalmente differente da quanto visto a Bergamo negli ultimi anni. L'Atalanta potrà puntare alla Champions».
E la Roma? Alla luce di quanto visto finora, pensi possa essere realmente una candidata allo scudetto?
«Un passo alla volta. Gasperini parte sempre forte in campionato, ma la Champions toglierà tante energie. Si parla di scudetto più fuori Roma che dentro la Capitale. Qui rimaniamo molto con i piedi per terra».
Le prime due giornate hanno dunque restituito una Roma già capace di mostrare con chiarezza l'impronta di Gasperini e un'Atalanta ancora impegnata nella costruzione della nuova identità voluta da Sarri. All'Olimpico arriverà il primo vero banco di prova per entrambe: i giallorossi sono chiamati a confermare quanto mostrato finora contro un avversario di livello superiore; per i nerazzurri, invece, sarà l'occasione per dimostrare che ai punti conquistati può iniziare ad accompagnarsi anche una crescita sul piano del gioco. In mezzo, inevitabilmente, ci saranno emozioni e incroci con il passato, con Gasperini e de Roon per la prima volta dall'altra parte.
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