C'è un'espressione che il calcio italiano usa da quasi un secolo e che, a rigore di cronaca, poggia su un episodio soltanto. Renato Cesarini firmò infatti una sola rete decisiva all'ultimo respiro, per giunta al 90' e non nel recupero: accadde nel 1931, in maglia azzurra, quando fissò il 3-2 dell'Italia sull'Ungheria in Coppa Internazionale. Da quel momento ogni gol tardivo porta il suo nome. Nemmeno Francesco Totti, che di reti simili ne ha collezionate una decina tra Roma e Nazionale — compreso il rigore al 95' contro l'Australia ai Mondiali del 2006 — è riuscito a scalzarlo. Nessuno pretende che l'etichetta passi a Lazar Samardžić, ma il ventiquattrenne dell'Atalanta quella specialità la padroneggia già come pochi: quattro volte ha deciso una partita oltre il novantesimo.

IL SINISTRO CHE HA PIEGATO IL BOLOGNA - L'ultimo capitolo porta la data di lunedì - analizza i dati statistici L'Eco di Bergamo - : Atalanta-Bologna 1-0, risolta al 96' da una conclusione mancina da fuori area, con qualche responsabilità di Łukasz Skorupski. Eppure non è nemmeno il suo acuto più ritardatario. Il pezzo più prezioso della raccolta resta il rigore trasformato al 98' contro il Borussia Dortmund nel ritorno del playoff di Champions dello scorso febbraio: valeva il 4-1 e cancellava i supplementari che il 3-1 avrebbe reso obbligatori dopo lo 0-2 dell'andata. Curiosamente, anche il primo precedente nerazzurro in campionato porta la firma degli emiliani: fu lui a fissare l'1-1 di Bologna-Atalanta del 2024 allo scoccare del 90'. E l'elenco prosegue con la rete che decise l'1-0 di Marsiglia all'89' e con quella dei tempi dell'Udinese, il gol decisivo più tardivo nella storia della Serie A: al 104' dell'1-1 con l'Empoli, decisivo per la salvezza.

LA COLLEZIONE DEL SERBO

Borussia Dortmund (playoff Champions) 98' su rigore
Atalanta-Bologna 1-0 96'
Bologna-Atalanta 1-1 (2024) 90'
Marsiglia-Atalanta 0-1 89'
Udinese-Empoli 1-1 (con l'Udinese) 104' su rigore


NESSUNO COME LUI DAL 2016 - Il confronto con i compagni non ammette repliche. Da quando i bergamaschi frequentano stabilmente le zone alte della classifica, ossia dal 2016/17, la squadra ha realizzato diciassette reti decisive dal 90' in avanti — considerando tutti i minuti che iniziano con il nove, dunque anche quello che introduce al recupero — e nessuno è andato oltre il singolo episodio. L'unica eccezione è il centrocampista serbo, che tutti gli altri li triplica: Bologna, Marsiglia e ancora Bologna. Nella lista compaiono Éderson a Udine, Isak Hien a Genova, Ademola Lookman con il 3-1 poi diventato 4-1 nella semifinale di Coppa Italia contro la Fiorentina, Luis Muriel con il tacco al Milan e via elencando: da Marten de Roon a Marco D'Alessandro, da Mario Pašalić a Roberto Piccoli, da Emiliano Rigoni a Remo Freuler, da Duván Zapata a Andrea Masiello, fino a Timothy Castagne e al rientrante Franck Kessié. Tutti fermi a quota uno, mentre il numero 24 nerazzurro viaggia a tre.

IL PODIO DEI MINUTI - Anche la classifica cronometrica gli appartiene: le prime due posizioni sono sue, con il 98' contro i tedeschi e il 96' contro i rossoblù. Al terzo posto, a pari merito, ci sono Lookman, Castagne e Zapata, tutti a segno al 95'. Prima di lui, l'ultimo atalantino ad aver esultato più tardi era stato Franco Brienza nel 2014, sempre al 96' ma con due secondi di ritardo in più (95'07'' contro 95'05''). Sul fronte dei tiri dal dischetto in situazioni di emergenza, i casi sono soltanto due e riguardano entrambi giocatori attualmente in rosa: oltre al rigore al Borussia, quello di Kessié contro la Roma nel 2016. La vittima preferita di queste incursioni è la Fiorentina, colpita tre volte, davanti a Genoa, Milan e a quel Bologna che sembra ormai un avversario ricorrente nelle statistiche bergamasche.

CINQUANTANOVE RETI OLTRE IL NOVANTESIMO - Allargando lo sguardo alle ultime dieci stagioni, le marcature complessive maturate dopo il 90' sono cinquantanove: le diciassette decisive ne rappresentano il 28,8%, poco più di una su quattro. In questa graduatoria generale soltanto Pašalić e Lookman, entrambi a quota cinque, precedono il serbo, fermo a quattro grazie anche al sigillo nel 6-1 rifilato allo Young Boys in Champions. Seguono Muriel con tre reti, quindi Papu Gómez, Zapata, Josip Iličić, de Roon, Éderson e El Bilal Touré con due. I due gol più tardivi in assoluto sono però arrivati nella stessa serata, quel Genoa-Atalanta 1-4 del 2024: Davide Zappacosta al 100' e Touré al 103', nessuno dei due determinante ai fini del risultato. Numeri che L'Eco di Bergamo ha ricostruito in un censimento che restituisce l'identità di una squadra abituata a non arrendersi prima del triplice fischio, come dimostra anche il recente cammino europeo.

Novantesimo, novantaseiesimo, centoquattresimo. Per il centrocampista serbo il tempo regolamentare è solo un dettaglio.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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