Il Como espugna Marassi con un netto 4-1 e conferma di aver alzato l'asticella: contro il Genoa la squadra di Cesc Fabregas si ritrova sotto dopo diciannove minuti, poi capovolge il copione nel giro di un quarto d'ora e nella ripresa amministra senza affanni, arrotondando il punteggio. Una prestazione che vale molto più dei tre punti.

LA RIMONTA IN QUINDICI MINUTI - L'avvio sorride ai padroni di casa, a caccia di punti dopo due sconfitte nelle prime due giornate: al 19' Osmajić porta avanti i suoi e accende il pubblico di uno stadio che resta tra i più caldi del campionato. La reazione ospite, però, è immediata e devastante: Martin Baturina ristabilisce la parità, Assane Diao e Nico Paz completano il ribaltone prima dell'intervallo. Nella seconda frazione i lariani controllano il ritmo e chiudono definitivamente il discorso con il secondo centro personale del senegalese.

DIAO È TORNATO - La serata ligure conferma quanto già visto pochi giorni prima: l'esterno è di nuovo l'uomo delle accelerazioni e delle giocate risolutive, dopo una stagione complicata e frammentata dagli infortuni che ne avevano spezzato la continuità. Strappi nello stretto, dribbling e freddezza sotto porta: quel repertorio che si era intravisto nei suoi primi mesi in riva al lago è tornato a disposizione di Fabregas.

KEAN, TREDICI MINUTI PER FARSI CAPIRE - Il quarto gol porta comunque un'altra firma nella colonna degli assist. Moise Kean, arrivato soltanto nell'ultimo giorno della sessione estiva, ha impiegato meno di un quarto d'ora dal suo ingresso per spiegare perché l'allenatore spagnolo lo desiderasse tanto: scatto in profondità, corpo messo tra pallone e avversario, tempi di gioco perfetti e servizio al compagno. Poi la corsa verso il settore ospiti. Un impatto che dice molto sul contributo che Kean può garantire.

TRE SEGNALI, UNA CRESCITA - La vittoria ligure è il terzo indizio di un percorso che sta cambiando natura. Sei giorni prima era arrivato il successo nel primo scontro d'alta quota della stagione, contro il Napoli di Massimiliano Allegri, in cui era emersa non solo la qualità nella costruzione ma anche la capacità di resistere nell'ultima mezz'ora. Prima ancora, all'esordio in campionato, uno svantaggio iniziale non aveva intaccato coraggio e personalità di un gruppo giovanissimo: pareggio e vittoria sfiorata nel finale. Il messaggio è chiaro: non si parla più soltanto di bel gioco e talenti in erba, ma di una squadra che ha imparato dagli errori commessi per inesperienza.

UNA STAGIONE COMINCIATA FUORI CASA - C'è anche un dettaglio logistico che rende il rendimento ancora più significativo: quella di Marassi era la terza uscita consecutiva lontano dalle mura amiche, conseguenza dei lavori che stanno interessando il Sinigaglia in vista degli impegni europei. Un tour de force che finora non ha lasciato punti per strada.

Ora la testa va a giovedì, quando comincerà l'avventura in Champions League. Per il club lariano è un appuntamento che vale una pagina di storia.

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Sezione: Serie A / Data: Ven 04 settembre 2026 alle 22:45
Autore: Daniele Luongo
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