Quarantacinque minuti di apnea e uno 0-0 che alla Dea sta strettissimo al contrario: alla New Balance Arena il Bologna comanda il gioco dal primo minuto, l'Atalanta si difende bassa e va al riposo senza subire gol soprattutto grazie a un Carnesecchi in serata di grande attenzione. Sarri ha ora un intervallo per trovare i correttivi che in campo, per un tempo intero, non sono mai arrivati.

L'APPROCCIO CHE NON PIACE AL TECNICO - Il segnale più netto arriva dalla panchina dopo dieci minuti: «Siamo troppo bassi, agli attaccanti non arrivano palloni». Sarri è scatenato e visibilmente insoddisfatto, e i motivi sono evidenti. La squadra torna a difendere di reparto dopo anni di pressing a tutto campo, un cambio di grammatica che richiede tempo e che il Bologna, in questa fase, sta sfruttando con freddezza chirurgica.

LA LEZIONE TATTICA DEGLI OSPITI - Il quadro è chiarissimo già al 24': possesso prolungato dei rossoblù, Bernardeschi che si abbassa tra i due centrali per aiutare la costruzione, terzini alti fino alla metà campo avversaria per inchiodare gli esterni nerazzurri. In mezzo Pobega e Ferguson limitano Éderson e Gaetano, mentre il giro palla da destra a sinistra apre continuamente crepe. Il Bologna gioca con personalità e paga solo l'ultimo passaggio: il gioco armonioso di Tedesco non si è tramutato in occasioni nitide, ed è l'unico dato che sorride ai padroni di casa.

CARNESECCHI TIENE IN PIEDI LA DEA - Perché quando il pallone arriva davanti alla porta, c'è sempre il numero uno. All'8', su un errore nerazzurro in impostazione, Cambiaghi recupera e riparte costringendolo alla prima parata; al 14' il portiere respinge il cross dello stesso Cambiaghi dopo la verticalizzazione di Pobega per Piccoli, sul filo del fuorigioco; al 17' arriva la risposta più efficace sul destro dalla distanza di Bernardeschi, dopo la quale l'estremo difensore si volta furioso verso i compagni per lo spazio concesso. Al 44' l'ultimo intervento, su Ferguson, viene poi cancellato dalla bandierina: azione nata comunque da un errore grave di Scalvini in impostazione e da una marcatura troppo morbida di Zappacosta.

DAVANTI SI VEDE POCO - In fase offensiva l'Atalanta produce il minimo sindacale. Il primo tiro è di Raspadori al 27', su un bel cross di Zappacosta a tagliare tutta l'area: conclusione potente ma imprecisa, e da quella posizione era difficile fare meglio. Il primo vero tiro nello specchio arriva solo al 41', con Scamacca messo in condizione di calciare dal limite da Zappacosta e Pasalic: pallone troppo debole per impensierire Skorupski. In mezzo, il lancio lungo per la testa del centravanti è diventato il piano B, soluzione che il tecnico toscano non gradisce affatto: lui predica pazienza e circolazione.

LO STADIO NON MOLLA - Il dato più bello della frazione arriva dagli spalti. Nonostante la difficoltà, al fischio dell'intervallo la New Balance Arena sostiene i suoi con cori di incoraggiamento, in una serata carica di significati: prima dell'inizio uno striscione ha salutato De Roon, andato via dopo dieci anni e 445 presenze. E c'è anche il mercato di mezzo, con Giuntoli che ai microfoni di DAZN ha confermato implicitamente l'operazione che tiene banco nelle ultime ore e che porterà a Bergamo Rowe proprio dal Bologna.

Nella ripresa servirà alzare il baricentro e togliere ossigeno alla costruzione bassa dei rossoblù: se la squadra continuerà a rincorrere trenta metri più indietro, prima o poi il conto arriverà. Il tecnico ha aspettato l'intervallo per intervenire e ha una panchina lunga per farlo, da Samardžić a Elmas: lo 0-0 è un punto di partenza, non un risultato da difendere.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 31 agosto 2026 alle 21:35
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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