La polveriera della Serie C è a un passo dall'esplosione definitiva e il detonatore porta il nome della Ternana. Il dramma sportivo e societario della formazione umbra, ormai sull'orlo del baratro dopo la scioccante messa in liquidazione volontaria deliberata dai vertici proprietari, rischia non solo di cancellare una piazza storica dalla geografia calcistica professionistica, ma di innescare un clamoroso effetto domino in grado di stravolgere gli equilibri dell'intero raggruppamento a soli centottanta minuti dal traguardo finale.
L'ORA DEL GIUDIZIO - Il conto alla rovescia è scattato inesorabile e i margini di manovra sono ormai ridotti al lumicino. I magistrati del tribunale di Terni hanno infatti fissato per venerdì 17 aprile, alle ore 15.00, l'udienza prefallimentare decisiva per analizzare le istanze presentate nei confronti del club. Una tempistica dettata dalla disperata urgenza del calendario agonistico, considerando che il giorno seguente la squadra dovrebbe regolarmente scendere in campo contro il Bra. Le alte sfere della Federazione – come rivela l'attenta inchiesta condotta da Calcio e Finanza – restano momentaneamente alla finestra, attendendo il pronunciamento ufficiale della toga prima di decretare l'eventuale, pesantissima esclusione dal girone B.
LA FURIA DELL'EX PATRON - In questo clima di totale incertezza e disperazione, non si è fatta attendere la durissima presa di posizione di Stefano Bandecchi. L'ex proprietario rossoverde, che oggi ricopre l'incarico di primo cittadino e presidente della Provincia, ha lanciato pesanti strali contro la famiglia Rizzo, artefice della messa in liquidazione. «Il titolo sportivo, per il momento, è salvo, nonostante lo spregio che stavano riservando alla nostra città», ha tuonato l'ex numero uno. L'obiettivo dichiarato è ora quello di arginare i danni nell'ambito della procedura concorsuale: «Cercheremo di salvare il salvabile per onorare questa gloriosa maglia, facendo in modo che i responsabili paghino i loro debiti fino all'ultimo centesimo. Il campionato, forse, non sarà falsato».
L'EFFETTO DOMINO E LA RABBIA MARCHIGIANA - Ma il condizionale è d'obbligo, perché l'ipotetica cancellazione della Ternana e il conseguente annullamento dei punti conquistati dalle avversarie nei vari incroci diretti genererebbe un terremoto epocale in vetta. A tremare è soprattutto l'Ascoli del presidente Bernardino Passeri, attualmente appaiato in prima linea con l'Arezzo per la promozione diretta in Serie B. L'estromissione degli umbri regalerebbe matematicamente un vantaggio di ben cinque lunghezze agli amaranto, chiudendo di fatto i giochi. Una prospettiva inaccettabile per i marchigiani, che hanno diramato un comunicato infuocato: «Non esistono assolutamente i presupposti giuridici per procedere all'esclusione e alla successiva riscrittura della graduatoria. Se la FIGC dovesse intraprendere questa strada, ci tuteleremo in ogni sede opportuna».
IL RISPETTO DEI VERDETTI DEL CAMPO - Il comunicato bianconero prosegue rivendicando la centralità del rettangolo verde: «Vogliamo restare concentrati esclusivamente sul nostro lavoro, riponendo tutti gli sforzi sul campo e accettando il verdetto sportivo, quale che sia. Nessuno tocchi la Regina». Una lezione di attaccamento alla regolarità del gioco che rimbalza fino ai massimi vertici nazionali.
Il calcio italiano si prepara a vivere un venerdì di pura passione. Mentre i giocatori sudano sul prato, le carte bollate minacciano di riscrivere la storia, ricordando al movimento intero come, a volte, le sconfitte più dolorose e irrevocabili maturino lontano dal frastuono dei tifosi.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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