L'eco delle sue indimenticabili prodezze compiute sul prato della New Balance Arena non si è mai spento, ma oggi il palcoscenico che si inchina al talento purissimo di Ademola Lookman è quello più prestigioso e abbagliante d'Europa. L'attaccante nigeriano, un tempo freccia inarrestabile dell'Atalanta e oggi leader indiscusso alla corte dell'Atletico Madrid, ha firmato il capolavoro assoluto che vale l'accesso alle semifinali di Champions League, castigando il Barcellona e proiettandosi prepotentemente nell'olimpo dei più grandi marcatori africani della competizione.

LA RETE D'ORO E IL PODIO NIGERIANO - Nonostante la sconfitta indolore per due a uno rimediata al cospetto della corazzata blaugrana, è stata proprio la zampata dell'ex beniamino bergamasco a indirizzare pesantemente le sorti del doppio confronto. Con l'ottavo sigillo personale in carriera nella massima vetrina continentale, il formidabile esterno offensivo ha scalato ulteriormente le gerarchie storiche della sua nazione: attualmente occupa un prestigioso terzo posto, preceduto solamente da bomber del calibro di Victor Osimhen (in vetta a quota sedici) e Obafemi Martins (fermo a nove). Un rendimento individuale semplicemente mostruoso che certifica la straordinaria bontà dell'investimento portato a termine dalla dirigenza iberica.

UN TESORO CHE AMMORTIZZA L'INVESTIMENTO - Il passaggio del turno conquistato dai Colchoneros porta in dote non solo un inestimabile prestigio sportivo, in attesa di scoprire chi tra Arsenal e Sporting Lisbona (con i londinesi in vantaggio dopo la gara d'andata) sarà il prossimo ostacolo verso la finalissima, ma anche un fiume di denaro fresco. L'approdo tra le migliori quattro d'Europa garantisce infatti un tesoretto stimato tra i quindici e i venti milioni di euro, calcolando i vari bonus di qualificazione Uefa, le fette del market pool e i ricchissimi incassi al botteghino. Cifre da capogiro che, conti alla mano, permettono al club madrileno di "ripagarsi" virtualmente già metà dei trentacinque milioni versati nelle casse dell'Atalanta per strapparlo alla Serie A.

LA FIDUCIA DEL CHOLO E L'IMPATTO DEVASTANTE - «Andare sotto di due gol è stato difficilissimo, è stata una partita dai due volti, ma noi abbiamo tenuto duro e lottato su ogni pallone», ha raccontato a caldo il fuoriclasse nigeriano, sfoggiando una maturità mentale e tattica che ha letteralmente stregato Diego Simeone. Il tecnico sudamericano lo ha innalzato a titolare inamovibile sulla corsia di sinistra, ricevendo in cambio un tributo di prestazioni abbaglianti. Dal suo debutto di febbraio, il classe 1997 ha partecipato attivamente a ben nove marcature, mettendo a referto sei reti e tre assist in appena diciassette apparizioni in tutte le competizioni. Soltanto un campione del calibro di Julian Alvarez è riuscito a fare meglio nello stesso periodo con la maglia dell'Atletico.

Mentre a Bergamo la nuova Atalanta, sapientemente guidata oggi dalle intuizioni di Raffaele Palladino, continua a lottare per i propri traguardi, a Madrid un pezzo di storia nerazzurra ha spiccato definitivamente il volo verso il tetto del mondo.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Mer 15 aprile 2026 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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