Ha salutato con la stessa eleganza con cui ha sempre giocato. Davanti ai microfoni nel centro sportivo «Signorini» di Pegli, Ruslan Malinovskyi ha preso congedo dal calcio italiano con parole di affetto genuino verso il club ligure e i suoi tifosi. L'ucraino è pronto a iniziare una nuova avventura in Turchia, al Trabzonspor, chiudendo così un capitolo di sette anni e mezzo che lo ha visto protagonista — tra alti e bassi, tra trofei e infortuni — in due delle piazze più appassionate della Serie A. Un mancino da trenta metri che ha fatto innamorare due città: Bergamo prima, Genova poi.
LA SCUOLA DI GASPERINI - Il calcio italiano lo scopre nel luglio 2019, quando l'Atalanta lo acquista per 13,7 milioni di euro più bonus. Ad attenderlo c'è Gian Piero Gasperini, l'allenatore che più di ogni altro sa trasformare i giocatori di talento in macchine da guerra. Malinovskyi si adatta rapidamente, diventa una pedina importante dello scacchiere nerazzurro e colleziona 143 presenze tra tutte le competizioni, segnando 30 reti — molte delle quali da fuori area, con quel sinistro chirurgico che è la sua firma calcistica. In quegli anni l'Atalanta centra due terzi posti consecutivi in Serie A, raggiunge la finale di Coppa Italia nella stagione 2020-2021 e continua a recitare da protagonista in Europa: un ciclo straordinario, in cui l'ucraino è parte integrante.
L'ULTIMA STAGIONE E L'ADDIO A GENNAIO - Poi, nella finestra di mercato invernale del 2023, la cessione all'Olympique Marsiglia: un'avventura durata sei mesi, non esaltante sul piano dei risultati (23 presenze e due reti tra Ligue 1 e Coppa di Francia), ma sufficiente per fare esperienza in un altro contesto europeo. E da lì, nell'estate del 2023, la scelta del Genoa: una scommessa che si rivela azzeccata. La prima stagione con Alberto Gilardino in panchina porta trenta presenze e quattro gol. Poi, il 21 settembre 2024 a Venezia, arriva il guaio: un brutto infortunio al perone che lo ferma per mesi. Un stop che sembrava poter compromettere il finale di carriera italiana, e invece Malinovskyi si rialza, come sempre.
L'ULTIMA STAGIONE: SEI GOL E UNA STANDING OVATION - La stagione 2025-26 è quella della rinascita definitiva. Trentacinque presenze, sei reti al netto dell'ultima sfida al Via del Mare di Lecce: numeri che raccontano un giocatore che ha ritrovato continuità e smalto. Al Ferraris, prima dell'ultima di campionato contro il Milan, il popolo rossoblù gli ha tributato una standing ovation che vale più di qualsiasi statistica: tre anni vissuti da simbolo, tre anni che difficilmente dimenticherà. Con il nuovo allenatore Daniele De Rossi che lo ha voluto in campo fino alla fine, onorando un addio che meritava un palcoscenico degno.
ORA LA TURCHIA - Il contratto in scadenza non è stato rinnovato e la destinazione è già definita: il Trabzonspor lo aspetta per una nuova avventura. La Turchia è da anni una meta appetibile per i centrocampisti di qualità che vogliono ancora sentirsi protagonisti in un campionato competitivo, con stadi caldi e tifoserie appassionate. Malinovskyi avrà l'età giusta e le motivazioni intatte per fare ancora la differenza. Porta in valigia sette anni e mezzo di Serie A, trenta gol con l'Atalanta, sei con il Genoa, un'Europa League sfiorata da nerazzurro e una nazione — l'Italia — che lo ha adottato e che lui ha dichiarato di amare come una seconda casa.
Arrivederci, Ruslan. O meglio: grazie.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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