C'è una storia di calcio che Bergamo conosce bene, ma che ogni volta che si ripresenta fa lo stesso effetto: quella di un talento allevato a Zingonia con cura certosina, strappato via troppo presto, e capace di esplodere davanti agli occhi del mondo con la maglia di qualcun altro. Samuele Inacio, classe 2008, è diventato ufficialmente il nuovo capitolo di questa narrazione. Il Borussia Dortmund lo ha blindato fino al 2029 con un prolungamento di contratto che mette la parola fine a ogni speranza di rivederlo in Serie A nel breve periodo.
UN'ESCALATION FULMINANTE - La velocità con cui il figlio d'arte di Inacio Piá — ex attaccante di Napoli e proprio dell'Atalanta — ha bruciato le tappe in Germania è qualcosa di straordinario anche per i parametri del club giallonero. Arrivato nell'estate del 2024 direttamente dalle giovanili della Dea, il diciottenne bergamasco ha percorso in verticale tutta la filiera del BVB: Under 17, Under 19, seconda squadra, e infine prima squadra. In questa stagione ha debuttato in Bundesliga il 28 febbraio contro il Bayern Monaco, ha conquistato una maglia da titolare alla 31ª giornata contro il Friburgo e — nel penultimo turno — ha trasformato il 2-1 in 3-1 contro l'Eintracht Francoforte con un preciso destro al volo che ha fatto esplodere il Signal Iduna Park. Sei presenze in totale con i grandi, un gol e la certezza di essere già un giocatore di alto livello.
LE PAROLE DEI DIRIGENTI DEL BVB - Il direttore sportivo Lars Ricken non ha usato mezze misure nel presentare il rinnovo: «Con le sue capacità e il suo potenziale, Samu è uno dei più grandi talenti della sua fascia d'età a livello mondiale. Siamo convinti che con la sua dedizione possa diventare un giocatore eccezionale». Sulla stessa lunghezza d'onda il responsabile dell'area tecnica Ole Book, che ne ha esaltato la lettura del gioco, la qualità nel possesso palla e la capacità di rendersi pericoloso in zona gol, definendolo un profilo già dotato di ampi margini di crescita. Anche il tecnico Niko Kovac ne ha tracciato un ritratto che in Italia dovrebbe far riflettere: «Ha dimostrato fame e grande spirito di sacrificio. Senza palla lavora tantissimo, mentre tecnicamente può fare cose straordinarie».
IL RIMPIANTO DI BERGAMO - Le parole di Ricken, di Book e di Kovac risuonano come una serie di schiaffi ben assestati nei confronti di chi, a Bergamo, aveva intuito il valore di quel ragazzo prima di tutti. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – la storia del passaggio di Inacio dal vivaio nerazzurro alla Bundesliga ha lasciato strascichi profondi: l'Atalanta aveva offerto un contratto pluriennale al compimento dei sedici anni, ma la famiglia aveva preferito abbracciare il progetto tedesco. La situazione si è poi incancrenita al punto da indurre i Percassi a ricorrere alla FIFA e a disertare i tradizionali pranzi istituzionali UEFA in occasione della doppia sfida di Champions League tra le due squadre, a febbraio. Luca Percassi, ad atalantino, non aveva risparmiato parole durissime al momento: «Zero dialogo da parte loro. Una grave mancanza di rispetto».
IL FUTURO CHE POTEVA ESSERE - Vedere un diciottenne italiano affermarsi in una delle leghe più competitive d'Europa, davanti al leggendario Muro Giallo, con già il profilo di un potenziale erede della numero 10 di Julian Brandt — in partenza dalla Ruhr la prossima estate — lascia inevitabilmente un senso di incompletezza. Dal suo canto, il ragazzo non ha nascosto l'emozione per il traguardo del rinnovo: «Mi trovo benissimo al BVB e sono orgoglioso di aver debuttato in Bundesliga con questo grande club. Segnare il primo gol davanti al Muro Giallo è stato incredibile e voglio vivere ancora tanti successi qui». Con 65 presenze complessive in tutte le formazioni giallonere, 14 gol e 11 assist, i numeri certificano una crescita che non è più una promessa.
IL NODO NAZIONALE - Resta aperta, in controluce, un'ulteriore questione di carattere identitario. Samuele Inacio, già capocannoniere degli ultimi Europei Under 17 con l'Italia (5 gol in 4 partite), ha doppia nazionalità italo-brasiliana. La federazione guidata da Carlo Ancelotti lo ha messo nel mirino con insistenza crescente, e le origini del padre Piá — attaccante brasiliano doc — potrebbero ancora riaprire una partita che l'azzurro sembrava aver già vinto. Per ora, però, Inacio ha scelto la maglia azzurra: e se fosse anche quella del futuro, l'Italia avrebbe un ottimo motivo per sorridere.
UNA LEZIONE MAI DEL TUTTO METABOLIZZATA - Il calcio italiano ne ha persi tanti così, di diamanti sbocciati altrove: da Dalla Bona a Macheda, passando per Petrucci e Scamacca. Il caso Inacio si inserisce in questa dolorosa tradizione, con la differenza che stavolta il ragazzo è nato a Bergamo, cresciuto a Zingonia, e che a rilanciarlo — davanti alla Dea stessa, in Champions League — è stato proprio il club che lo ha portato via. Samuele Inacio Pià firma fino al 2029 e manda un messaggio chiarissimo al mercato: chi lo vuole dovrà fare i conti con un Borussia Dortmund che non ha la minima intenzione di cedere.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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