Al termine dello 0-0 dell'andata del playoff di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv, Giacomo Raspadori si è fermato in mixed zone alla New Balance Arena per raccontare il punto di vista dello spogliatoio. L'attaccante nerazzurro ha inquadrato la serata dentro una fase di rodaggio che considera fisiologica, ha spiegato perché il calendario fitto può diventare un alleato e ha affrontato senza sottrarsi il tema delle responsabilità che il nuovo sistema di gioco di Maurizio Sarri scarica sugli esterni offensivi.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Giacomo, partiamo proprio dagli esterni d'attacco, ruolo nel quale è stato impiegato anche lei: come valuta questa partita?
«Io penso che dobbiamo essere consapevoli che ci sono state anche tante cose positive. È normale che siamo ancora in una fase di rodaggio, in cui alcune cose non riusciamo a farle con molta fluidità. Però, ripeto, io credo che il miglior allenamento sia la partita, e in questi dieci giorni abbiamo la fortuna di avere una partita ogni tre o quattro giorni. Questo, secondo me, è quello che farà la differenza: avere la continuità di giocare, di provare quello che lui ci chiede per cercare di avere più fluidità e per alzare anche individualmente il nostro livello. Sappiamo che possiamo fare meglio, ma sappiamo anche che siamo sulla strada giusta nel costruire quello che è il suo volere, il suo modo di giocare».

Tra una settimana c'è una gara dentro o fuori che può già indirizzare la stagione: cosa deve fare di più l'Atalanta rispetto a stasera?
«Io credo che, prima di arrivare a giovedì prossimo, sappiamo che domenica abbiamo un impegno importantissimo, che è quello della prima di campionato. Dobbiamo recuperare bene, sapendo che, secondo me, anche dal punto di vista dell'entusiasmo, partire bene domenica in campionato ci può aiutare ad arrivare alla partita di giovedì. Questo credo sia un aspetto fondamentale: non mandare la testa già troppo in là, perché in questo periodo sette giorni sono tantissimi. Quindi dobbiamo pensare a domenica, prepararla al meglio, cercare di fare risultato e una prestazione convincente, per arrivare anche a livello di entusiasmo a giovedì in Ungheria e fare una grande partita».

Sarri si aspetta molto dal lavoro degli esterni e lo ha ribadito: sente una forma di pressione? E come si sta trovando con il suo tipo di calcio?
«Io credo che sia normale chiedere tanto agli esterni in questo modulo. La pressione fa parte del gioco: penso sia una cosa bella sapere che l'allenatore, lo staff e tutto l'ambiente ripongono delle responsabilità sui giocatori. Noi le sentiamo, queste responsabilità, ed è giusto sentirle, è giusto cercare di tirare fuori il proprio massimo. Per quanto riguarda quello che mi hai chiesto, io so che in quella posizione, per come lui mi chiede di muovermi, posso determinare. So anche che devo lavorare, so che posso fare meglio, so che tutti insieme abbiamo ampi margini, perché pensando tanto a quello che lui ci chiede stiamo perdendo un pochino di fluidità nel gioco e nelle scelte. Poi è normale che, per caratteristiche, anche quando lui mi chiede di venire dentro al campo, quelle sono le zone dove mi sento più a mio agio: sono convinto che, lavorando insieme ai miei compagni, possiamo trovare delle belle soluzioni per creare occasioni da gol e segnarle».

Onestamente, è quella la sua posizione migliore, quella in cui può saltare l'uomo e fare male?
«Io credo che per caratteristiche ho sempre ricoperto tanti ruoli. È normale che, per il percorso che ho fatto, mi senta veramente molto a mio agio nelle zone centrali del campo, ma al tempo stesso so che lì, in tante occasioni, sono riuscito a fare bene e che lavorando posso ritagliarmi momenti determinanti in quella posizione. Sono convinto che, lavorando e avendo continuità, insieme ai miei compagni possiamo fare bene».

Nessun alibi e una consapevolezza precisa: la fluidità arriverà con le partite, e le partite, nelle prossime due settimane, non mancheranno. Raspadori accetta il peso delle responsabilità che il nuovo assetto gli consegna e indica la strada più semplice: pensare al Sassuolo, e solo dopo all'Ungheria.

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Sezione: Interviste / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 00:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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