Maurizio Sarri chiude la porta alle domande di mercato e sposta tutto sul campo. Alla vigilia dell'andata dei playoff di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv, il tecnico dell'Atalanta si è presentato ai microfoni di Sky Sport con l'entusiasmo di chi ha ritrovato stimoli: «Se non ci fosse l'entusiasmo, uno è bene che smetta». Un ambiente che, ammette, gli sta restituendo energia.
IL CLIMA A BERGAMO - L'impatto con la piazza nerazzurra ha convinto il tecnico toscano, che descrive una realtà compatta: «ho trovato un ambiente che lo trasmette anche. Molto unito, in tutte le sue componenti, compreso il pubblico, e con grande senso d'appartenenze». Nemmeno l'esperienza di una carriera intera basta a spegnere la tensione della vigilia: «Ci sono anche un po' di farfalle nello stomaco», confessa.
ATTENZIONE ALL'HAPOEL - Il primo avvertimento riguarda l'avversario, che Sarri invita a non liquidare con superficialità: «affrontiamo un avversario che ha più qualità di quanto puoi pensare superficialmente». Il fattore decisivo, però, è un altro, e riguarda la condizione: «degli avversario preoccupa che abbiano molti minuti più di noi sulle gambe». Il tecnico allarga poi lo sguardo al contesto generale, con una nota di realismo: «per le italiane il momento storico è delicato». Un tema che accompagna l'esordio europeo dei nerazzurri contro gli israeliani.
UNA SQUADRA IN DIVENIRE - Sul percorso della sua Atalanta il giudizio è positivo ma provvisorio: «sono contento di ciò che sto vedendo e della disponibilità che mi hanno concesso i ragazzi del gruppo», spiega, senza però nascondere che il lavoro è appena cominciato. La prospettiva la fissa lui stesso: «Il percorso è appena iniziato e sarà lunga».
NESSUN PENSIERO AL SASSUOLO - Chi immagina un occhio già rivolto al debutto in campionato resta deluso: «Questa è una partita importante, va trattata come un evento unico, poi al Sassuolo ci penseremo». E nella scelta degli undici titolari peserà il lavoro accumulato: «Sono privilegiati quei giocatori che hanno lavorato di più». Una gerarchia meritocratica, dunque, in un momento in cui il gruppo non è ancora al completo.
L'ASSENZA DI DE KETELAERE - Fra i indisponibili spicca il nome di Charles De Ketelaere, e il tecnico non prova a minimizzare: «Quando manca uno come lui è sempre un'assenza pesante». Servirà quindi che qualcun altro si prenda la responsabilità della giocata risolutiva, come chiede lo stesso allenatore: «Ti aspetti sempre giocate importanti, noi abbiamo giocatori sui quali facciamo affidamento».
LA GERARCHIA DELLA SERIE A - Interpellato sul posizionamento della sua squadra nel panorama del campionato, Sarri fotografa la situazione senza infingimenti: «Rispetto alle favorite in Serie A il panorama è chiaro, c'è una squadra sopra tutte e le altre che possono competere». E aggiunge un auspicio che suona come promessa: «Spero di essere a un punto basso del percorso e che ci sia spazio per migliorare».
IL CAPITOLO ROMAGNOLI - Il passaggio più atteso riguardava il difensore accostato con insistenza alla Dea. La risposta del tecnico è un cortese rifiuto a entrare nel merito: «Mi sembrerebbe molto indelicato parlare di giocatori tesserati per altre squadre». Nessuna smentita e nessuna conferma, dunque, su una pista che resta aperta come racconta il rebus difensivo di questa estate nerazzurra.
LA FIDUCIA IN GIUNTOLI - Il tecnico preferisce piuttosto rimettere il tema nelle mani della dirigenza, con un attestato di stima al direttore sportivo: «La certezza che ho è che a fianco a me ho Giuntoli, uno dei direttori più preparati del panorama e mi sento sereno». Una serenità che, in giornate come questa, vale quanto una scelta di formazione, mentre attorno ad Alessio Romagnoli il mercato continua a muoversi.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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