Ederson rompe il silenzio sull'affare saltato con il Manchester United e rivendica la scelta di restare a Bergamo. Alla vigilia dell'andata dei playoff di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv, il centrocampista dell'Atalanta ha parlato ai microfoni di Sky Sport, ripercorrendo un'estate movimentata che si è chiusa con il prolungamento in nerazzurro.

IL GIALLO INGLESE - Sul dietrofront dei Red Devils il brasiliano non ha una spiegazione, e lo ammette apertamente: «Non so cosa sia successo, lo dico. Sono cose che capitano, ho sempre avuto richieste da altre squadre e potevo andare anche in un altro club inglese». Il punto che continua a non tornargli riguarda i controlli medici, quelli che avevano fatto naufragare l'operazione: «Poi ho fatto gli esami, sono andati bene, ma non so cosa sia successo». A rafforzare la sua posizione, un dato che il centrocampista mette sul tavolo senza polemica: «Sono all'Atalanta da 4 anni e ho sempre giocato». Un mistero che a Bergamo resta tale, come emergeva già da la ricostruzione dei giorni successivi al no inglese.

LE CHIAMATE CHE HANNO DECISO TUTTO - La svolta è arrivata dai vertici del club. «L'Atalanta mi è sempre stata vicina, mi ha chiamato Luca Percassi e anche il direttore Giuntoli. A quel punto ho deciso di rinnovare», racconta il centrocampista, che pure avrebbe potuto scegliere l'attesa: «Potevo non farlo e aspettare di vedere come sarebbero andate le cose, ma il grande rapporto che ho con la società mi ha convinto a restare e a prolungare». La firma fino al 2031, insomma, nasce da un legame prima ancora che da una cifra.

NESSUN RIMPIANTO - Il brasiliano non nasconde di aver visto con favore la prospettiva della Premier League: «Quando ho avuto l'opportunità di andare allo United non nego che mi è interessato subito». Ma il capitolo è chiuso, e la testa è quella di sempre: «poi sono felice di essere rimasto, sono sempre lo stesso Ederson». Anche il rapporto con la tifoseria, dice, glielo conferma: «Parlo con i tifosi e anche loro hanno visto che sono sempre lo stesso». Segnali che si erano già colti nelle prime settimane di lavoro, quando Ederson aveva anticipato il rientro dalle vacanze.

L'ESTATE FRA MONDIALE E RIO - Ripercorrendo i mesi appena trascorsi, il centrocampista li descrive come positivi nonostante tutto: «Ho vissuto dei bei momenti, sono andato al Mondiale, poi ho fatto un po' di vacanze e sono andato a Rio dalla mia famiglia». Il ritorno a Zingonia, però, è arrivato prima del previsto per sua scelta: «poi sono rientrato perché avevo fatto già troppo».

IL CALCIO DI SARRI - Capitolo campo. Il cambio di allenatore ha portato un impianto di gioco differente, e il brasiliano racconta una fase di apprendistato in corso: «Adesso c'è un nuovo sistema, stiamo facendo un grande lavoro per imparare. All'inizio è sempre difficile, si fa un po' di fatica, ma in poco tempo diventa tutto automatico». La sua previsione è ottimistica: «tra tre o quattro partite sarà tutto più facile». E il nuovo ruolo gli piace parecchio: «Mi piace come gestiamo la palla, io ho un po' più di libertà e posso andare anche più avanti».

OBIETTIVO HAPOEL - Sull'avversario nessun timore reverenziale, ma nemmeno sottovalutazione: «Possiamo fare molto bene ma c'è sempre un avversario e dobbiamo pensare di fare bene, con la voglia di vincere tutte le partite». L'obiettivo del doppio confronto lo fissa con una frase secca: «Contro l'Hapoel vogliamo vincere». Una dichiarazione che pesa, alla vigilia di un doppio confronto che vale la fase campionato.

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Sezione: Conference League / Data: Mer 19 agosto 2026 alle 16:13
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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