«È stato il peggiore anno della mia vita». Romelu Lukaku non ha usato mezze parole per descrivere gli ultimi dodici mesi, quelli che hanno segnato la fine della sua esperienza al Napoli.

Un periodo complicato sia dal punto di vista fisico sia da quello mentale, iniziato con un grave infortunio prima dell’inizio della stagione e proseguito tra ricadute, recuperi più lunghi del previsto e difficoltà nel ritrovare continuità.

IL RAPPORTO CON IL NAPOLI - A pesare sulla decisione di lasciare il club sono state anche alcune scelte e alcune dichiarazioni sulla sua condizione fisica. Lukaku ha spiegato di aver sentito determinate cose e di aver capito che, a quel punto, fosse meglio cambiare squadra. Il riferimento più delicato riguarda proprio la sua preparazione: secondo il belga, sostenere che non fosse pronto per giocare non corrispondeva alla realtà.

DUE VITE A NAPOLI - La sua esperienza napoletana è stata divisa in due momenti molto diversi. Nel primo, Lukaku era stato uno dei protagonisti dello scudetto e un punto di riferimento dell’attacco. Nella seconda parte, invece, il suo ruolo è diventato molto più marginale, anche a causa dei problemi fisici che ne hanno condizionato la stagione. Alla fine è arrivata la decisione di separarsi e accettare la proposta del Fenerbahce.

ISTANBUL PER RIPARTIRE - A Istanbul Lukaku vuole ricominciare. Ha firmato un contratto di un anno con opzione per una seconda stagione e punta a ritrovare quella continuità che gli è mancata nell’ultimo periodo. Il suo obiettivo è chiaro: tornare protagonista e dimostrare di essere ancora un attaccante capace di fare la differenza.

IL SOGNO È TORNARE A CASA - Nonostante la nuova avventura sia appena iniziata, Lukaku guarda già al futuro. Il suo desiderio è rimanere al Fenerbahce per due anni e poi tornare in Belgio. La destinazione è già scelta: l’Anderlecht, il club dove tutto è cominciato. Istanbul, quindi, rappresenta una nuova partenza. Ma il viaggio di Lukaku potrebbe avere una meta finale già scritta.

Sezione: Calcio Estero / Data: Gio 20 agosto 2026 alle 10:45 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Daniele Luongo
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