L'Atalanta entra in un capitolo raro della storia dell'Hapoel Tel Aviv. In 132 apparizioni europee, infatti, gli israeliani hanno incontrato squadre italiane appena quattro volte, tutte concentrate nella Coppa Uefa 2001/02: la stagione più luminosa mai vissuta dal club nelle competizioni continentali. Un dato che aiuta a inquadrare l'avversario del playoff di Conference League e a capire perché a Bergamo nessuno consideri l'impegno una formalità.

LA CAVALCATA DEL 2001/02 - Il cammino cominciò dall'unico turno di qualificazione, superato ai danni degli armeni dell'Ararat Yerevan. Poi arrivò il successo di misura sui turchi del Gaziantepspor nei sessantaquattresimi. Il salto di qualità si consumò nel turno successivo, con il Chelsea liquidato per 2-0 in casa e tenuto sull'1-1 a Londra. Nei sedicesimi toccò alla Lokomotiv Mosca, battuta in entrambe le sfide.

IL PRIMO INCROCIO: IL PARMA - A quel punto il sorteggio consegnò agli israeliani il Parma, retrocesso in Coppa Uefa dopo l'eliminazione subita dal Lilla nei preliminari di Champions. Con Pietro Carmignani in panchina, i ducali strapparono uno 0-0 a Tel Aviv e due giorni più tardi vinsero anche a Piacenza in campionato. Il ritorno sembrava una pratica da sbrigare.

LA BEFFA DI OSTERC E PISONT - E invece la mezz'ora iniziale di dominio emiliano non produsse nulla. Al 31' Pini Balili intercettò un pallone sulla trequarti e servì Milan Osterc, che saltò Paolo Cannavaro e dal limite trovò l'angolo lontano, battendo Sébastien Frey. Nove minuti dopo l'intervallo lo stesso Balili si liberò di tre avversari e appoggiò per l'inserimento di István Pisont: destro sul primo palo e 2-0. Con la vecchia regola del valore doppio dei gol in trasferta – come ricostruisce L'Eco di Bergamo – ai ducali servivano tre reti: ne arrivò una sola, firmata Emiliano Bonazzoli su assist di Marco Marchionni a cinque minuti dalla fine, quando ormai non c'era più tempo.

IL SOGNO CONTRO IL MILAN - Nei quarti l'urna accoppiò gli israeliani al Milan di Carlo Ancelotti, e per novanta minuti l'impresa sembrò ripetersi. L'andata si giocò sul neutro di Nicosia a causa della seconda Intifada e finì 1-0 per l'Hapoel, grazie a uno splendido tiro al volo di sinistro del moldavo Serghei Clescenco.

SAN SIRO RIBALTA TUTTO - Al ritorno, davanti a soli 23.184 spettatori, i rossoneri impiegarono meno di cinque minuti per riequilibrare: punizione di Rui Costa che sorprese Shavit Elimelech sul primo palo. Allo scadere del primo tempo arrivò il raddoppio in contropiede: Filippo Inzaghi portò palla e servì Rui Costa sulla destra, ma sul tentativo di triangolazione fu il capitano Shimon Gershon ad anticipare di testa il centravanti, infilando la propria porta.

ABBIATI CHIUDE LA PORTA - Nell'assalto finale gli israeliani trovarono sulla loro strada Christian Abbiati: decisivo al 19' della ripresa con una distensione all'indietro sul colpo di testa di Asaf Domb, e ancora a tre minuti dalla fine sul tentativo di Pisont che valeva la semifinale. Il 2-0 mandò avanti il Milan, poi travolto 4-0 a Dortmund nel penultimo atto.

COSA DICE ALLA DEA - Venticinque anni dopo, la squadra di Tel Aviv torna a misurarsi con un club italiano, stavolta a Bergamo. Quel precedente col Parma resta il monito più eloquente in vista di un doppio confronto che vale la fase campionato, che si aprirà stasera sotto la direzione di un arbitro spagnolo.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Gio 20 agosto 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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