Atalanta-Hapoel Tel Aviv è uno degli esordi più insidiosi che potessero capitare ai nerazzurri in questa prima avventura in Conference League. Le caratteristiche degli israeliani, il momento particolare dell’Atalanta e l’importanza della posta in palio rendono la sfida tutt’altro che semplice.

SARRI CHIEDE ATTENZIONE - Nella prima conferenza prepartita della stagione, Sarri ha parlato più volte dell’Hapoel, definendolo più forte di quanto possa sembrare a una prima analisi e parlando di un sorteggio sfortunato. Gli israeliani sono una squadra spregiudicata, capace di giocare senza paura, vulnerabile in difesa ma competitiva in attacco.

I giocatori brevilinei possono creare problemi, soprattutto considerando che l’Hapoel è più avanti anche sul piano della condizione fisica.

L’ATALANTA HA TUTTO DA PERDERE - I favori del pronostico sono tutti dalla parte dei nerazzurri. Ed è proprio questo uno degli elementi che rendono la partita delicata: l’Atalanta ha tutto da perdere, mentre per l’Hapoel la qualificazione rappresenterebbe un’impresa.

Anche il possibile maltempo potrebbe complicare ulteriormente la serata. Giocare sotto il diluvio non è certo il contesto ideale per una squadra che deve imporre il proprio gioco, attaccare e vincere.

L’EUROPA È ORMAI CASA - Chiaro che si poteva cominciare meglio. Ma l’Atalanta deve anche guardare alla tradizione recente delle squadre italiane in Conference League: in cinque anni sono arrivate tre finali, una delle quali vinta, una semifinale e un quarto di finale.

Per i nerazzurri, inoltre, l’Europa è ormai parte integrante della propria identità. C’è anche il ricordo da cancellare dei playoff contro il Copenaghen nell’agosto 2017, quando due pareggi per 0-0 portarono all’eliminazione ai rigori e alla mancata qualificazione all’Europa League.

IL MERCATO PASSA ANCHE DA QUI - La qualificazione al maxi-girone avrebbe conseguenze importanti anche sul mercato. La squadra eliminata dal playoff incassa 750 mila euro, mentre l’accesso al maxi-girone vale 3,17 milioni come quota d’accesso, ai quali si aggiungono 133 mila euro per ogni punto conquistato nelle sei partite successive.

Sono cifre lontane da quelle della Champions League, che garantisce 18,6 milioni di euro di quota d'accesso e 700 mila euro a punto, ma possono comunque cambiare le possibilità di intervento sul mercato.

L’Atalanta ha bisogno di due giocatori e il passaggio del turno potrebbe offrire maggiore margine di manovra.

USCIRE SAREBBE UN DANNO ENORME - L’Atalanta parte come testa di serie numero uno della competizione. Per questo un’eliminazione al playoff sarebbe un danno enorme, non soltanto dal punto di vista economico.

In palio ci sono la credibilità della rivoluzione di Sarri, la continuità della tradizione europea del club e la possibilità di costruire una squadra ancora più competitiva.

Questa sera, quindi, non c’è in gioco soltanto una qualificazione. C’è una parte importante del futuro dell’Atalanta.

Sezione: Conference League / Data: Gio 20 agosto 2026 alle 09:00
Autore: Daniele Luongo
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