Tra i volti più in evidenza della serata della New Balance Arena, sulla corsia mancina, c'è quello di Lorenzo Bernasconi. Al termine dello 0-0 maturato nell'andata del playoff di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv, il terzino nerazzurro si è fermato in mixed zone per raccontare cosa gli chiede Maurizio Sarri nel nuovo sistema di gioco che la Dea sta assimilando, per proiettarsi sul ritorno in Ungheria e per rispondere, senza giri di parole, sulle ambizioni di una stagione che si apre domenica con il campionato.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Lorenzo, che cosa le chiede il mister nel suo ruolo sulla fascia sinistra?
«Sicuramente a livello difensivo mi chiede di più, di stare molto di più a guardare insieme alla linea, difensivamente. Però poi, quando abbiamo la palla e giriamo, e siamo dalla mia parte, mi lascia libero di fare».

Adesso la gara di ritorno si è un po' complicata dopo questo inatteso 0-0 dell'andata: che Atalanta servirà in Ungheria?
«Servirà una grande Atalanta, come sempre. E prima, ovviamente, penseremo alla prima di campionato col Sassuolo, poi dopo vedremo la partita di ritorno».

Può essere l'anno della sua consacrazione, come è successo a Palestra? E come vivete la pressione di poter rientrare tra le prime quattro: vi sentite forti?
«Sì, sicuramente ci sentiamo forti, non lo mettiamo in dubbio. Cercheremo ovviamente di entrare tra le prime quattro, e per me comunque prima viene l'obiettivo di squadra, poi penserò agli obiettivi personali».

Poche parole, ma un messaggio nitido: prima il gruppo, poi tutto il resto. Bernasconi si prende la fascia sinistra con la disinvoltura di chi ha capito cosa gli viene chiesto, in una squadra che, tra l'inserimento di Kristensen e il centrocampo ridisegnato attorno a Samardžić, cerca ancora la propria identità ma non nasconde le ambizioni.

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Sezione: Interviste / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 00:44
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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