L'Atalanta ha chiuso per Thomas Kristensen. Il difensore danese classe 2002 lascerà l'Udinese per approdare a Bergamo sulla base di 22 milioni di euro più 3 di bonus: con i friulani restano da definire soltanto gli ultimi particolari, dopodiché il centrale sarà atteso da visite mediche e sottoscrizione del contratto. Un investimento pesante, che conferma la volontà del club di tenere alto il livello della rosa anche nel nuovo corso targato Sarri-Giuntoli.

UN'USCITA, UN'ENTRATA - Il tempismo racconta il metodo. L'accordo è arrivato a poche ore di distanza dal passaggio a titolo definitivo di Berat Djimsiti all'Al-Diriyah: la casella si è liberata e la società l'ha riempita immediatamente, senza lasciare il reparto scoperto neppure per una giornata. Del resto l'urgenza di un centrale era emersa con chiarezza già nei giorni scorsi.

TRE ANNI DI CRESCITA IN SERIE A - Il percorso del danese in Friuli è la fotografia di un miglioramento costante: partito con un fisiologico periodo di ambientamento, si è congedato da uno dei migliori difensori del torneo. La media voto Gazzetta dell'ultima annata parla di 6,11, lo stesso punteggio ottenuto da Akanji, campione d'Italia con l'Inter, e da Giorgio Scalvini, che diventerà il suo compagno di reparto. Un dato superiore a quello di centrali di primo piano come Lucumi (6,06), obiettivo della Juventus, Gabbia (6,06) e Gila (5,9), quest'ultimo appena acquistato dal Milan.

I NUMERI DEL DANESE - In campionato il conto dice 78 presenze in tre stagioni e 4 reti. Tre di queste sono arrivate nell'ultima annata, contro Verona, Torino e proprio contro i nerazzurri, nel 2-2 andato in scena a Bergamo lo scorso marzo. Una propensione al gol che si esprime soprattutto sulle situazioni da palla ferma, ma che non è l'unico argomento ad aver convinto la dirigenza a puntare su Kristensen.

IL DOMINIO AEREO CHE MANCAVA - Il fattore decisivo è la struttura fisica. Con il suo metro e 98 il nuovo arrivato è un dominatore nel gioco aereo, capace di reggere il confronto con qualsiasi attaccante della Serie A e di difendere con autorità dentro i sedici metri. Proprio la caratteristica che latitava in un reparto composto da Scalvini, Odilon Kossounou e Isak Hien, tutti profili che rendono meglio quando hanno campo aperto davanti a sé per aggredire.

COME LO USERÀ MAURIZIO SARRI - A Udine il centrale ha sempre agito in modo piuttosto statico all'interno di una linea a tre, alternandosi tra il ruolo di braccetto destro e quello di perno centrale. Per valorizzarne le qualità, dunque, è probabile che Maurizio Sarri lo impieghi come uomo di equilibrio e di posizione nella sua difesa a quattro, lasciando al compagno di reparto i compiti di rottura e di uscita sull'avversario. Una collocazione che si incastra con le esigenze del nuovo sistema difensivo nerazzurro.

Un colpo importante per cifre e tempistiche. Ora tocca al campo dire se la scelta era quella giusta.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 12 agosto 2026 alle 11:59
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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