Jonathan Rowe è il giocatore che più di tutti può trasformare la sosta in un'opportunità. Con Zingonia svuotata dalle convocazioni internazionali e un gruppo ridotto a disposizione di Maurizio Sarri, l'esterno inglese sta sfruttando tre settimane senza partite per colmare il gap accumulato e salire di condizione. Per un'Atalanta ancora in fase di costruzione, un periodo di lavoro continuo può valere moltissimo, e per lui più che per chiunque altro.

IL VANTAGGIO DELLA SOSTA - Rowe ed Éderson sono i primi big nerazzurri esclusi dalle rispettive nazionali: Inghilterra e Brasile hanno potuto permettersi di rinunciare a loro. Per il londinese, cresciuto a due passi da Wembley e trascinatore dell'Under 21 inglese verso il titolo europeo del 2025, l'esordio con la selezione maggiore resta un traguardo dichiarato. In questo momento, però, la mancata chiamata ha un risvolto positivo: gli concede il tempo che finora gli era mancato per calarsi davvero nella nuova realtà.

L'ULTIMO ARRIVATO - Sbarcato a Bergamo il 1° settembre, il ventitreenne aveva avuto appena una ventina di giorni per allenarsi con i compagni, schiacciato tra una gara e l'altra. Ora ne ha altrettanti da dedicare esclusivamente al campo, e sono quelli decisivi per il suo ambientamento. Mancano i partner del reparto offensivo, impegnati in giro per il mondo, ma c'è la possibilità di assorbire i principi del tecnico e di recuperare terreno rispetto a chi ha svolto l'intera preparazione estiva o è arrivato prima. Il percorso è duplice: da una parte i meccanismi tattici, dall'altra l'integrazione in uno spogliatoio nuovo. E i segnali sono incoraggianti: l'inglese lavora con intensità ed è descritto in condizioni eccellenti.

I PRIMI LAMPI DI ROWE - Quanto visto finora è stato soltanto un abbozzo del giocatore. Nelle due partite da titolare, contro Cagliari e Juventus, dopo la panchina con la Roma, Rowe ha mostrato a tratti le sue qualità, con accelerazioni fulminanti e giocate di talento, alternate però a lunghe fasi di assenza dal gioco. Un rendimento a corrente alternata, comprensibile per chi deve ancora entrare negli automatismi della squadra. Alla ripresa del campionato, però, serve un salto: un Rowe più coinvolto nella manovra e in sintonia con i compagni, capace di incidere con continuità.

IL PESO DEL RECORD - Le attese, a Bergamo, sono enormi. Quando nel 2027 scatterà un riscatto di fatto obbligatorio, l'esterno diventerà l'acquisto più oneroso mai completato dalla società nerazzurra, con una cifra di 40 milioni che potrebbe pesare su chiunque, ma non su un carattere come il suo. E le aspettative hanno anche una ragione tecnica: imprevedibilità, rapidità e dribbling sono le armi con cui può cambiare volto all'attacco, raccogliendo l'eredità di Ademola Lookman, profilo affine ma diverso, che è arrivato a rimpiazzare con sei mesi di ritardo.

IL NODO RASPADORI - A gennaio, come successore del nigeriano, era stato scelto Giacomo Raspadori, dalle caratteristiche molto differenti. Con l'arrivo dell'inglese, il posto è passato subito a quest'ultimo, aprendo una sorta di dualismo. La pausa avrebbe potuto rigenerare entrambi, visto che l'attaccante italiano, dopo un avvio complicato, stava ritrovando fiducia in Nazionale, ma l'infortunio ha interrotto quel percorso. Oggi Rowe è l'unico big sulla corsia sinistra – sottolinea L'Eco di Bergamo – senza vere alternative, se non gli adattabili Eljif Elmas e Nicola Zalewski. Al rientro di Raspadori si capirà se sarà sfida, con l'inglese nettamente favorito, o convivenza, con lo spostamento dell'azzurro in un'altra zona del campo. Sullo sfondo resta anche il mercato: per gennaio è affiorata l'ipotesi di un passaggio di Raspadori al Bologna, che chiuderebbe una sorta di scambio in due tempi con i rossoblù.

UN'ATALANTA DA ACCENDERE - Rowe ha tutto per imporsi, dando seguito agli ultimi sei mesi in Emilia che ne hanno fatto lievitare il valore. Servirà pazienza, ma la squadra ha urgente bisogno di fantasia negli ultimi metri, dopo un avvio in cui ha faticato a costruire occasioni. Ecco perché queste settimane di lavoro intensivo possono rivelarsi decisive: se a ottobre dovesse arrivare la prima chiamata dei Tre Leoni, sarebbe il segnale che la sosta ha prodotto esattamente l'effetto sperato.

La pausa sta preparando il terreno: dalla ripresa, l'Atalanta chiede a Rowe di diventare il suo uomo in più.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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