La Serie A ringiovanisce. Almeno in panchina, e non accadeva da anni. Il campionato 2026/27, ormai ai nastri di partenza, si presenta con un'età media degli allenatori che si aggira attorno ai 49 anni e mezzo: la più bassa dell'ultimo decennio.

A fotografare il ricambio generazionale sono i dati ufficiali della Lega Serie A: 11 allenatori su 20 hanno meno di 50 anni, tre non hanno ancora compiuto i 40 e soltanto tre hanno superato i 60. Quattro, inoltre, sono all'esordio assoluto da allenatori nella massima serie. Agli estremi ci sono, da un lato, Carlos Cuesta, classe 1995, 31 anni, e dall'altro Gian Piero Gasperini, classe 1958, 68 anni: tra il tecnico del Parma e l'ex allenatore dell'Atalanta, oggi alla guida della Roma, ci sono ben 37 anni di differenza. Tra i tre over 60 troviamo anche l'attuale tecnico nerazzurro, Maurizio Sarri, che di anni ne ha 67. Gli stessi di Luciano Spalletti, che però è nato a marzo, a differenza di Sarri che è di gennaio.

Per comprendere quanto sia ampio il divario generazionale basta scorrere le classi dei venti allenatori. Si parte dal 1995 di Cuesta, il più giovane, e si prosegue con Fàbregas (1987), Abate e Pisacane (1986), Tedesco e Amorim (1985), Aquilani (1984), De Rossi (1983), Chivu (1980), Gattuso (1978), Grosso (1977), Jurić (1975), Runjaić (1971), Alvini (1970), Di Francesco (1969), Stroppa (1968), Allegri (1967), Spalletti e Sarri (1959), fino a Gasperini (1958).

Di tutti questi, quattro tecnici sono all'esordio assoluto in Serie A: Domenico Tedesco al Bologna, Rúben Amorim al Milan, Alberto Aquilani al Sassuolo e Ignazio Abate al Torino.

QUASI COETANEI, MA STRADE DIVERSE - Se l'età li avvicina, le rispettive carriere raccontano percorsi profondamente differenti. Il primo dei tre ad arrivare in Serie B è stato Spalletti: dopo aver portato l'Empoli dalla C1 alla cadetteria, nel 1996/97 ha guidato i toscani in B conquistando immediatamente un'altra promozione. Nel 1997/98 era quindi già in Serie A, sempre sulla panchina empolese.

Gasperini in B ci è arrivato qualche anno più tardi. Dopo la promozione conquistata alla guida del Crotone, ha debuttato tra i cadetti nel 2004/05, per poi approdare in Serie A nel campionato 2007/08 con il Genoa. Completamente diversa, invece, la strada di Sarri: dopo una lunghissima gavetta nelle categorie inferiori ha raggiunto la Serie B nel 2005/06 con il Pescara, poi altre esperienze in cadetteria, fino all'Empoli con cui ha conquistato la promozione al termine del campionato 2013/14. L'esordio nella massima serie è arrivato nel 2014/15, a 55 anni: diciassette dopo Spalletti, sette dopo Gasperini. Un approdo tardivo che, però, non gli ha impedito di raggiungere i massimi livelli. Perché quello stesso tecnico partito dal basso ha poi conquistato un'Europa League con il Chelsea nella stagione 2018/19 e uno Scudetto con la Juventus in quella successiva.

SPALLETTI DAVANTI PER TROFEI - Anche i palmarès raccontano tre storie differenti, e per numero di successi è Spalletti a precedere gli altri due. Il tecnico bianconero ha conquistato tre campionati di massima serie: lo Scudetto 2022/23 con il Napoli e due titoli russi con lo Zenit San Pietroburgo. A questi si aggiungono due Coppe Italia e una Supercoppa italiana con la Roma, una Coppa di Russia e una Supercoppa di Russia con lo Zenit. Considerando anche la Coppa Italia di Serie C vinta con l'Empoli, sono nove i trofei ufficiali della sua carriera. Sarri, come detto, ha in bacheca l'Europa League 2018/19 con il Chelsea e lo Scudetto 2019/20 con la Juventus. Mentre il grande successo di Gasperini è indissolubilmente legato a Bergamo e all'Europa League 2023/24 conquistata con l'Atalanta. Tre allenatori racchiusi in poco più di un anno di età, dunque, ma con tre storie profondamente diverse.

L'ATALANTA E L'ETÀ DEI SUOI TECNICI - La scelta di Sarri riporta l'Atalanta verso un profilo di grandissima esperienza anche dal punto di vista anagrafico. Il nuovo allenatore comincia la sua avventura nerazzurra a 67 anni. Per trovare un tecnico arrivato a Bergamo a un'età superiore bisogna tornare a Edy Reja, che nel marzo 2015 assunse la guida della squadra a 69 anni e rimase sulla panchina anche dopo aver compiuto i 70. Gasperini, invece, quando venne scelto nel giugno 2016 ne aveva 58: rimasto per nove stagioni, quando ha lasciato Bergamo era arrivato a 67. Dopo la lunghissima era Gasperini, però, l'Atalanta ha cambiato fascia anagrafica. La scorsa stagione ha affidato la squadra prima a Ivan Jurić, 49 anni, e poi a Raffaele Palladino, 41. Ora il nuovo cambio di direzione con Sarri.

Una successione che racconta scelte anagraficamente molto diverse. Non una linea precisa legata all'età, dunque, ma la scelta, di volta in volta, del profilo ritenuto più adatto al momento. Perché in panchina, alla fine, l'anno di nascita conta meno del cronometro dei risultati.

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Sezione: I numeri / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 01:04
Autore: Claudia Esposito
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