C'è un numero che racconta meglio di qualsiasi parola il cammino compiuto dall'Atalanta negli ultimi dieci anni: nove. Nove qualificazioni europee su dieci stagioni, un dato che colloca la squadra dei Percassi tra le realtà più costanti d'Italia, appena dietro una Roma con il percorso netto e alla pari di Inter, Milan e Juventus. La Conference League conquistata con la sconfitta interna contro il Bologna — dolceamara come solo certi traguardi sanno essere — è l'ennesimo sigillo su una dimensione che non ammette più aggettivi come "favola" o "sorpresa". Questa Atalanta è certezza. E Raffaele Palladino, che ha guidato la squadra nella prima stagione del post-Gasperini, lascia la New Balance Arena avvolto da una domanda senza risposta: ci sarà ancora lui sulla panchina nerazzurra in agosto?
UNA STAGIONE CHE VALE PIÙ DEL RISULTATO - La strada verso la Conference non è stata in discesa. Anzi. Palladino ha preso in mano una squadra sfiduciata, precipitata in bassa classifica dopo la breve parentesi di Ivan Juric, e l'ha portata step by step a ricompattarsi, a sognare il quarto posto, a raggiungere gli ottavi di Champions e la semifinale di Coppa Italia, prima che una flessione pesantissima — tre sole vittorie nelle ultime quindici partite tra tutte le competizioni, tre gare casalinghe di fila senza segnare — spegnesse le ambizioni più alte e complicasse la posizione del tecnico. Se non fosse stato per il successo dell'Inter in Coppa Italia, che ha liberato lo slot europeo a favore dei bergamaschi, il settimo posto avrebbe potuto anche non bastare. La Conference è arrivata per vie traverse, ma è arrivata. E nel calcio i risultati contano – come rivela La Gazzetta dello Sport – indipendentemente dalla poetica del percorso.
IL PRIMATO DELLA CONTINUITÀ EUROPEA - Dal 2016-17, quando Gian Piero Gasperini portò per la prima volta l'Atalanta in Europa League, la Dea ha costruito un'abitudine continentale senza eguali in termini di costanza per una squadra di media dimensione. Solo la Roma può vantare un filotto perfetto — dieci su dieci — mentre Inter, Milan e Napoli si attestano allo stesso livello di nove qualificazioni su dieci (seppur con qualche asterisco legato a esclusioni amministrative e vittorie di Coppa Italia come lasciapassare). La Juventus è ufficialmente alla pari dei nerazzurri, pur avendo saltato la Conference 2023-24 per strascichi giudiziari. Insomma: l'Atalanta gioca stabilmente nello stesso campionato delle grandi.
LA PROSSIMA CHAMPIONS, UN AFFARE COMPLICATO PER TUTTI - Mentre a Bergamo si tirano le somme, in Europa si definisce la griglia di partenza della prossima Champions League. Inter e Napoli sono già dentro, con l'Inter campione d'Italia destinata alla prima fascia e il Napoli in terza. Milan, Roma, Juventus e Como si giocano gli ultimi due posti nell'ultima giornata, con la Juve e la Roma che puntano alla seconda fascia. Il sorteggio andrà in scena a Montecarlo il 27 agosto; la prima giornata scatterà l'8-9 settembre, prima pausa nazionali, con la seconda fissata oltre un mese dopo il 13-14 ottobre. La finale è blindata all'Estadio Metropolitano di Madrid il 5 giugno 2027: duecentosettanta giorni di maratona europea, pensati per resistere anche alle fatiche del Mondiale a 48 squadre che chiude il 19 luglio.
PER L'ATALANTA SI APRE UN'ESTATE DI RIVOLUZIONI - A Zingonia l'estate che si avvicina è quella dei grandi cambiamenti di cui ha parlato anche Luca Percassi, che ha lasciato aperta ogni porta senza sbatterla in faccia a nessuno. Il futuro di Palladino sarà discusso a campionato concluso, con la logica del «vedremo se ci sono i presupposti per andare avanti insieme» che in gergo dirigenziale significa: la separazione è probabile, ma non ancora ufficiale. Intorno alla panchina circolano nomi importanti. Per la scrivania del direttore sportivo, il nome di Cristiano Giuntoli ha preso consistenza nel corso delle ultime settimane, con la Dea che programma un rinnovamento strutturale dai piani alti.
I PLAYOFF DI AGOSTO, PRIMO APPUNTAMENTO DA NON SBAGLIARE - La Conference League attende l'Atalanta già il 20 agosto con l'andata dei playoff, prima di una Serie A 2026-27 che prenderà il via il 23 agosto. Il traguardo europeo conquistato con la sconfitta casalinga contro il Bologna porta con sé tutti i dubbi di un'annata incompiuta, con una squadra che ha dato segnali di grande valore in alcune partite — su tutte la vittoria di San Siro contro il Milan — e si è persa in altre, specialmente nelle ultime settimane. Il ritiro di Clusone, il mercato, la scelta del nuovo allenatore: sono i tre capitoli dell'estate che determineranno se questa Dea d'Europa saprà tornare a volare in alto.
Nove su dieci. Il numero che nessuno può togliere all'Atalanta e che, in attesa di capire chi guiderà la squadra in Conference, resta il biglietto da visita più autorevole che un club di Bergamo possa presentare in qualsiasi salotto calcistico europeo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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