Mentre la rivoluzione tecnica e dirigenziale dell'Atalanta procede a ritmo serrato con l'arrivo imminente di Cristiano Giuntoli alla direzione sportiva, la famiglia Percassi lavora in parallelo anche al rafforzamento di quella che è da sempre la vera anima del club: il settore giovanile. L'ultimo colpo si chiama Michele Sbravati, dirigente di esperienza e di valore, che dopo aver risolto il proprio rapporto con la Juventus ha scelto Bergamo come prossima destinazione. Un nome che non è arrivato senza battaglia.
IL VALZER DEI VIVAI E LA SCELTA DI BERGAMO - La storia di Sbravati negli ultimi mesi è quella di un profilo conteso da più club di prima fascia. Dopo la separazione dalla Juventus, l'Inter lo aveva messo in cima alla propria lista delle priorità per il settore giovanile: alla fine, però, i nerazzurri milanesi hanno deciso di confermare Tarantino nell'incarico. La Roma si era inserita nella corsa, candidandosi con forza come seconda opzione. Ma la mossa decisiva è arrivata da Bergamo: la famiglia Percassi e Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile nerazzurro, hanno convinto Sbravati con un progetto credibile e ambizioso. Zingonia, ancora una volta, ha battuto tutti.
IL VALORE DELL'OPERAZIONE - L'arrivo di Sbravati non è un semplice cambio di poltrona: è un segnale preciso sulla direzione che l'Atalanta intende prendere nel prossimo futuro. Il vivaio nerazzurro, già considerato uno dei migliori d'Europa per metodo e risultati, vuole alzare ulteriormente il livello delle proprie strutture dirigenziali. Inserire un profilo forgiato nell'ambiente della Juventus — che sul piano organizzativo dei settori giovanili ha costruito negli anni un modello di riferimento — significa portare competenze nuove accanto a quelle già consolidate di Samaden, che proprio ai Best Awards Primavera aveva lanciato un appello accorato: il settore giovanile atalantino ha appena conquistato la Coppa Italia Primavera battendo la Juventus in finale con un sonante 5-2, coronando un percorso di crescita che ora merita di essere strutturato con risorse ancora più solide.
UN VIVAIO CHE NON SI FERMA MAI - L'Atalanta è da anni il club italiano che meglio rappresenta il modello virtuoso del vivaio come leva strategica: secondo le stime del CIES, nei dieci anni precedenti il club ha generato oltre 280 milioni di euro attraverso la valorizzazione di calciatori formati internamente, classificandosi quattordicesima al mondo per questo parametro. In questo contesto, l'innesto di Sbravati non fa che aggiungere un mattone a una costruzione già solidissima, con l'obiettivo dichiarato di portare sempre più ragazzi di Zingonia a calcare i palcoscenici della prima squadra e del calcio europeo. Samaden ha spesso ripetuto che il problema del calcio giovanile italiano è strutturale e che servono investimenti veri, non solo buone intenzioni: e scegliere Sbravati dopo una lunga asta con Inter e Roma è esattamente il tipo di investimento che parla da solo.
L'Atalanta rivoluziona la panchina, cambia il direttore sportivo e ora rafforza anche il cuore del suo vivaio. Mentre fuori si discute di Sarri e Giuntoli, a Zingonia si lavora anche sui fondamenta. Ed è proprio lì che, tradizionalmente, la Dea costruisce il suo vantaggio sugli altri.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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