La Serie B è tornata a investire sugli ingaggi. Dopo un mercato estivo vivace, alimentato anche dalle cessioni verso la massima serie, i numeri confermano la tendenza: rispetto a un anno fa, la spesa per gli stipendi fissi dei giocatori è cresciuta di circa 26 milioni. Un segnale chiaro di ambizione per un campionato che, almeno sul piano economico, ha ritrovato slancio.

STAFF TECNICI PIÙ CARI - L'aumento riguarda anche gli allenatori delle prime squadre, il cui costo fisso è passato da 27 a quasi 33 milioni. Un dato fortemente influenzato dalla Cremonese, che fino a pochi giorni fa aveva tre tecnici sotto contratto: Davide Nicola, poi approdato al Venezia dopo la risoluzione, Marco Giampaolo e Fabio Pecchia, oggi ridotti a due. Il documento distribuito dalla Lega B ai club riporta cifre lorde e comprende anche gli incentivi all'esodo e gli emolumenti dei tecnici esonerati ancora sotto contratto, mentre la parte variabile include i bonus secondo i criteri fissati dalla Figc, esclusi quelli per promozione e gol.

CHI SPENDE DI PIÙ - La forbice è ampia: si va dagli oltre 33 milioni del Palermo ai poco più di 7,5 della Virtus Entella, ultima in questa graduatoria ma con buone carte per salvarsi. Entrambe, comunque, investono più delle omologhe della scorsa stagione, Monza con 31,5 milioni e Pescara con 6,1. Il Palermo, in particolare, ha aumentato la spesa di 3,5 milioni, il prezzo per consegnare a Filippo Inzaghi una squadra che guida anche la classifica.

RETROCESSE E NEOPROMOSSE - La crescita complessiva – analizza La Gazzetta dello Sport – dipende soprattutto da tre fattori. Le tre retrocesse dalla Serie A occupano tutte la top 5 e spendono circa 8,5 milioni in più rispetto a Monza, Venezia ed Empoli un anno fa, complice la drastica riduzione dei costi operata dal club della famiglia Corsi. La Cremonese, la più in difficoltà in classifica, spende più di Pisa e Verona, appesantita dagli ingaggi ereditati dalla A e dalle cessioni mai concretizzate. Anche le neopromosse Ascoli, Vicenza, Arezzo e Benevento hanno alzato il tiro, investendo insieme quasi 7 milioni in più delle colleghe della scorsa stagione, nonostante l'Avellino, che già al debutto aveva superato i 14 milioni, sia salito quest'anno a quota 17.

IL CASO SAMPDORIA - Continua a far discutere il contrasto tra investimenti e risultati della Sampdoria. Il club finanziato da Joseph Tey è il quarto per spesa, con un incremento di quasi 4 milioni per giocatori e tecnici, senza contare 1,8 milioni destinati ai manager. A pesare sono gli incentivi per liberarsi di acquisti poco redditizi come Narro, Coucke e Ferri, gli ingaggi più elevati di giocatori già in rosa come Gennaro Tutino ed Esposito, e gli stipendi degli arrivi a parametro zero, a cominciare dal centravanti norvegese Lauritsen, che percepisce circa 1,4 milioni.

IL BALZO DEL PADOVA - L'impennata più evidente è quella del Padova, che con la nuova proprietà ha aumentato i costi di giocatori e tecnici da 6,9 a 12,9 milioni, pur faticando in classifica con appena 7 punti. Crescono anche Mantova, da 9,4 a 12,1 milioni, e Südtirol, da 7,3 a 9,9, mentre Modena e Cesena restano sostanzialmente stabili.

E a gennaio, in molti casi, la spesa è destinata a salire ancora: c'è chi vuole sognare e chi deve salvarsi.

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Sezione: Serie B / Data: Gio 22 ottobre 2026 alle 09:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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