La sfida tra Ajax e Atalanta vista con gli occhi di Bergamo. Claudia Esposito, responsabile delle interviste esclusive di TuttoAtalanta.com, è stata intervistata dal portale olandese Ajax Showtime alla vigilia della gara di Conference League, raccontando il fascino di un avversario leggendario e il momento della Dea.

IL MITO DELL'AJAX - La percezione del club olandese in Italia, spiega Esposito, cambia molto a seconda delle generazioni: per i più giovani i lancieri hanno perso parte del loro prestigio negli ultimi anni, ma per chi è cresciuto con il loro calcio restano un simbolo della storia europea. Il ricordo personale è carico di emozione: «Quando sento il nome Ajax penso subito a quel calcio meraviglioso, a quei grandi giocatori e a quelle vittorie». Tanto che la vigilia ha un sapore speciale: «Ancora oggi mi vengono i brividi al pensiero che l'Atalanta affronterà l'Ajax».

LA TRASFERTA PER ECCELLENZA - Un sentimento condiviso dall'intera tifoseria nerazzurra, per la quale l'incrocio con i lancieri sorteggiato in Conference League è diventato subito l'appuntamento più atteso: «Tra tutti gli avversari della fase campionato, l'Ajax era senza dubbio il nome che ha suscitato più entusiasmo e curiosità». E Amsterdam assume i contorni di un viaggio da non perdere: «Il viaggio alla Johan Cruijff Arena è visto come la trasferta per eccellenza, una data che tutti hanno cerchiato sul calendario». Perché, dopo tante notti europee indimenticabili, sfidare un club di tale blasone in uno stadio leggendario regala un'emozione unica.

LA CONFERENCE COME OBIETTIVO - Inizialmente, ricorda Esposito, la competizione era stata accolta con una certa freddezza da un ambiente abituato a Europa League e Champions. Oggi la prospettiva è completamente ribaltata: «La Conference League è vista come un'occasione d'oro per vincere di nuovo un trofeo». Un traguardo che i tifosi reclamano a gran voce e che, oltretutto, garantirebbe l'accesso alla prossima Europa League, rappresentando una via alternativa se il campionato non dovesse bastare.

UNA SQUADRA IN TRANSIZIONE - Sul momento dell'Atalanta, l'analisi è lucida. Il settimo posto della passata stagione, secondo Esposito, è figlio di un avvio complicato: «L'Atalanta ha pagato il prezzo di aver perso troppi punti nella prima metà di stagione con Jurić», prima della reazione con Raffaele Palladino. Anche quest'anno la partenza è stata difficile, complice una rivoluzione tattica profonda voluta da Maurizio Sarri, con il passaggio dalla difesa a tre e dalle marcature a uomo alla linea a quattro e alla zona: «Dopo tanti anni con lo stesso sistema, serve inevitabilmente tempo per adattarsi». Il calendario non ha aiutato, con le trasferte contro Roma, Juventus e Milan, ma il rammarico maggiore è un altro: «I tre punti persi in casa contro il Cagliari sono i più dolorosi». Il tecnico ha chiesto pazienza, ma ora l'ambiente attende segnali concreti.

EMERGENZA E UOMINI IN FORMA - A complicare il quadro c'è la lunga lista di infortuni, soprattutto in difesa: «Con Hien, Scalvini, Kossounou e Kolašinac assenti, Kristensen è l'unico difensore centrale di ruolo esperto rimasto», con il giovane Relja Obrić costretto all'esordio a San Siro e l'assenza pesante di Franck Kessie a centrocampo. Tra i giocatori più in forma, Esposito non ha dubbi sul primo nome, quello di Marco Carnesecchi: «Personalmente lo considero uno dei migliori portieri al mondo: è una certezza assoluta». In avanti spicca Nikola Krstović, già a quota quattro gol in campionato e apprezzato per la sua determinazione, mentre sulla destra è tornato protagonista Raoul Bellanova: «Dopo una stagione deludente, sembra rifiorito con Sarri».

COSA MANCA ALLA DEA - Il limite principale, nella lettura di Esposito, è mentale: «I giocatori sembrano ancora alla ricerca di sé stessi, quasi come se pensassero troppo invece di mettere in pratica le indicazioni dell'allenatore». Mancano aggressività e un vero leader capace di trascinare il gruppo nei momenti difficili, mentre due elementi di grande qualità come Éderson e Charles De Ketelaere non stanno rendendo al meglio. Sul belga, però, la fiducia resta: «De Ketelaere ha il talento per decidere una partita con un solo lampo di genio». La sintesi è netta: «La qualità c'è, ma l'Atalanta ha bisogno di più personalità, intensità e cattiveria sotto porta».

L'AJAX DI MÍCHEL - Infine, uno sguardo all'avversario. Tra i giocatori più interessanti dei lancieri, Esposito segnala Oscar Gloukh, Jorthy Mokio, Tolu Arokodare, il giovane Abdellah Ouazane e soprattutto Julian Brandt. E sull'allenatore Míchel Sánchez, noto in Italia per il terzo posto in Liga con il Girona, traccia un parallelo con il tecnico nerazzurro: «La sua filosofia ha punti in comune con quella di Sarri, anche se quest'ultimo forse sceglie un approccio più pragmatico e orientato ai risultati».

LA NOTTE DI AMSTERDAM - Rispetto per la storia, ambizione per il presente. L'Atalanta arriva alla Johan Cruijff Arena con il desiderio di scrivere una nuova pagina europea.

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Sezione: Conference League / Data: Mer 21 ottobre 2026 alle 19:35
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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