Nelle ultime due settimane l'Atalanta ha chiesto più volte alla seconda squadra. Obrić ha esordito in Serie A, Idele è entrato col Pafos, De Nipoti e Levak figurano tra i nomi a disposizione per l'Europa. La chiave è la lista B della UEFA, uno strumento che il modello nerazzurro usa come pochi altri.

LA REGOLA - Ogni club iscrive alla UEFA una lista A, con un massimo di venticinque giocatori, e una lista B, senza limiti numerici, riservata ai calciatori nati dal 1° gennaio 2005 in poi che siano tesserati con il club da almeno due anni consecutivi dopo i quindici anni, o che rispettino condizioni equivalenti di formazione. La lista B può essere aggiornata fino alla vigilia di ogni partita.

I NOMI - È il caso di Idele, dell'Under 23, e dei giovani cresciuti a Zingonia che la società ha scelto di tenere, come Bonanomi. Per loro la Conference è una vetrina senza costi di lista, e per Sarri una riserva a cui attingere quando l'infermeria si riempie.

IL MODELLO - La seconda squadra in Serie C garantisce minuti veri ai ragazzi che poi vengono aggregati; le nazionali giovanili li certificano, come dimostrano quattordici convocati nelle nazionali giovanili in due settimane. La lista B chiude il cerchio, rendendo quei giocatori disponibili in Europa senza togliere posti agli adulti.

IL LIMITE - Il regolamento non aiuta in campionato, dove valgono le regole della Lega. È per questo che a San Siro Obrić è entrato da titolare della rosa, non da ragazzo in prestito dall'Under 23: in Serie A la lista è una sola.

Una regola e un vivaio: la lista B è il ponte su cui l'Atalanta fa passare i suoi ragazzi verso l'Europa.

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Sezione: Conference League / Data: Mer 21 ottobre 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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