Alejandro "Papu" Gómez torna a parlare dell'Atalanta e lo fa con il cuore aperto. In un'intervista concessa a Cronache di Spogliatoio, l'ex capitano nerazzurro ha ripercorso l'addio a Bergamo, la riconciliazione con Gian Piero Gasperini e il rimpianto per una notte europea che poteva cambiare la storia del club.
IL SALUTO MANCATO - Il primo pensiero va a un desiderio rimasto in sospeso: «Ho un ultimo desiderio, se penso all'Atalanta. Tornare a Bergamo e ricevere un applauso dallo stadio, magari com'è successo a Ilicic». Una richiesta che nasce dalle circostanze del suo addio, consumato in fretta e in un periodo in cui le restrizioni sanitarie avevano svuotato gli impianti: «Sono andato via da un giorno all'altro». E il rammarico è ancora vivo: «Non sono riuscito a giocare un'ultima partita lì, a salutare i tifosi. È una ferita». Un saluto che la New Balance Arena potrebbe un giorno concedergli.
L'AFFETTO DI BERGAMO - Eppure, a colmare quel vuoto, ci ha pensato la gente. Dopo l'esperienza al Siviglia, il Papu è tornato a vivere in città, ritrovando intatto il legame profondo tra l'Atalanta e la sua città: «Ogni giorno le persone mi hanno ricordato quanto affetto provassero per me. In strada, ovunque». Una testimonianza di quanto il suo nome resti scolpito nella memoria dei tifosi.
LA PACE CON GASPERINI - Inevitabile il ritorno sulla rottura con l'allenatore. Gómez rivendica di aver sempre messo al primo posto la maglia: «La mia prima scelta, la mia priorità, è sempre stata l'Atalanta». Ma oggi il capitolo è chiuso: «Sono contento di aver fatto pace con Gasperini a distanza di anni». L'argentino ridimensiona l'accaduto, ricordando che in cinque stagioni insieme quello fu l'unico scontro, e riserva al tecnico parole di grande stima: «Gasp è il migliore allenatore che ho avuto in carriera. Un fenomeno, che mi ha fatto fare il salto di qualità». Fino alla frase che sancisce la riconciliazione: «Non ho più rancore verso di lui».
IL RIMPIANTO DI LISBONA - Alla domanda su cosa cambierebbe del suo passato, la risposta non lascia dubbi: «La Champions League del 2020». Una competizione in cui, secondo l'ex capitano, tutto poteva succedere in gara secca, ma che – come riporta anche TuttoMercatoWeb – i nerazzurri affrontarono con la squadra ormai al limite, tra infortuni e l'assenza di Iličić: «Sono uscito stremato, non avevamo cambi. Per il PSG invece è entrato Mbappé, che poi ha segnato». Resta l'orgoglio per una delle pagine più alte del cammino europeo dell'Atalanta: «Siamo arrivati a un passo dalla storia».
UN ADDIO DA COMPLETARE - Nessun rancore, tanto affetto e un desiderio ancora da esaudire. Il Papu aspetta il suo applauso, e Bergamo potrebbe non farglielo mancare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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