MILAN-ATALANTA 3-2 (p.t. 2-0)
24' rig. Ramos (M), 43' Rabiot (M), 58' Gila (M), 66' Gaetano (A), 81' Krstovic (A)

Luca Marelli promuove le decisioni arbitrali sui due calci di rigore di Milan-Atalanta, terminata 3-2 per i rossoneri a San Siro. Nell'analisi della moviola andata in onda su DAZN al termine della gara, l'esperto arbitrale ha esaminato i due episodi che hanno visto protagonista Gonçalo Ramos dal dischetto: il primo trasformato, il secondo neutralizzato da Marco Carnesecchi.

DUE EPISODI GEMELLI - Il punto di partenza dell'analisi è la sostanziale sovrapponibilità delle due situazioni: «Effettivamente sono due calci di rigore simili, anzi, praticamente identici, perché entrambe le volte c'è il braccio sinistro del giocatore che si trova fuori figura». Un elemento tecnico che, secondo l'ex fischietto, rende inequivocabile la valutazione in entrambi i casi.

IL TOCCO DI OBRIĆ - Il primo episodio, spiega Marelli, offre lo spunto più interessante dal punto di vista regolamentare. Il braccio del difensore nerazzurro risulta chiaramente largo, e poco importa che la conclusione potesse terminare lontano dalla porta: «Il tiro sarebbe finito fuori dallo specchio, ma questo non importa, perché non deve essere valutata la direzione del pallone, ma deve essere valutata solo ed esclusivamente la punibilità di un eventuale tocco di braccio». Giusto, dunque, il richiamo all'on field review, con l'arbitro – sottolinea Marelli – attento per tutta la partita. Nessuna ammonizione, come prevede ormai da qualche anno il regolamento per i falli di mano, salvo casi eccezionali. E per il difensore resta il rammarico di una serata sfortunata: «Sfortunato Obric, è entrato dopo neanche 2 minuti», subentrato all'infortunato Kolašinac all'esordio in Serie A.

IL BRACCIO DI KRISTENSEN - Nella ripresa, la dinamica si ripete quasi alla lettera, con una sola differenza: «L'unica differenza è che il pallone sarebbe finito nello specchio della porta, ma ripeto, non ci interessa». Marelli richiama anche l'osservazione fatta in telecronaca da Massimo Ambrosini: Thomas Kristensen era partito correttamente, con le braccia dietro la schiena, salvo poi cedere all'istinto e allargare il braccio. Il verdetto è netto: «Anche in questa circostanza è un calcio di rigore molto evidente».

LA LETTURA IN STUDIO - Nel confronto successivo è emersa una sfumatura in più: sul piano strettamente calcistico, il secondo episodio è apparso ancora più punibile del primo, non solo per la traiettoria del pallone verso la porta ma per una componente istintiva nel movimento del difensore, pur nella consapevolezza che la volontarietà non rappresenta un criterio discriminante per il regolamento. Due decisioni corrette, dunque, che hanno pesato sull'esito di una sfida di San Siro ricca di episodi.

IL VERDETTO - Braccia fuori sagoma, rigori sacrosanti. Per la moviola di DAZN, sui penalty non c'è nulla da recriminare.

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Sezione: Serie A / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 20:22
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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