Tre punti pesanti, un'ora di dominio e venticinque minuti di sofferenza che hanno lasciato più di un interrogativo. Al termine di Milan-Atalanta 3-2, sfida della settima giornata di Serie A, Ruben Amorim ha commentato ai microfoni di Sky Sport la vittoria dei rossoneri, intervistato da Peppe Di Stefano e con le domande dallo studio di Luca Marchegiani e Alessandro Florenzi. Il tecnico portoghese, che si è espresso in inglese, ha difeso la prestazione dei suoi nei primi sessantacinque minuti, ha ammesso gli errori sui gol di Gaetano e Krstović che hanno permesso all'Atalanta di Sarri di riaprire il match e ha spiegato le scelte tattiche, a partire dall'impiego di Moreira.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, lascia lo stadio con tre punti: è più felice per il risultato o arrabbiato per gli ultimi venti-venticinque minuti?
«Penso che, ovviamente, il risultato sia la cosa più importante alla fine della partita, ma con questo calendario dobbiamo analizzare la prestazione. Durante la partita abbiamo anche quasi segnato il quarto gol, e dopo il 3-1 anche i tifosi hanno iniziato a percepire nervosismo. Per certi versi, per quanto fatto negli ultimi venticinque minuti, abbiamo meritato di uscire da questa partita con questo stato d'animo. Considerando i novanta minuti, abbiamo giocato bene i primi sessantacinque-sessantasei e poi, di sicuro, meno bene».

Non perfetti, ma molto distratti: come mai?
«Non so esattamente cosa significhi la parola "distratto". Eravamo un po' stanchi, forse anche l'Atalanta, che però ha giocato a metà settimana. Diciamo che l'inerzia della partita è cambiata completamente: dopo il 3-1 abbiamo smesso di pressare ed è salito il nervosismo. Può capitare nel calcio: dobbiamo essere più continui in termini di prestazioni e di risultati e, anche quando dobbiamo soffrire, soffrire meno».

La vostra è una squadra che, anche per le caratteristiche fisiche dei difensori, potrebbe difendere con più tranquillità, accettando anche di stare più bassa, dentro la propria area, ma con più attenzione: anche i due gol di oggi, con più calma, erano evitabili.
«Certo, avremmo potuto evitare i due gol subiti dentro l'area. Non erano transizioni: c'eravamo, ma a volte non abbiamo seguito le loro corse. Però stiamo giocando bene, quindi non voglio focalizzarmi solo sulla parte finale della partita. È chiaro che sul 3-0 avremmo potuto difendere meno alti: a volte è un po' una scommessa, volevamo provare a fare il quarto, pur sapendo che, se avessimo subito il 3-1, avremmo potuto soffrire nel finale. È chiaro che dobbiamo fare meglio. E non è solo questo: anche il secondo gol contro il Benfica era simile al primo subito stasera. Quindi c'è qualcosa che dobbiamo gestire meglio: i difensori c'erano, ma dobbiamo seguire meglio i movimenti dei centrocampisti avversari che si inseriscono».

Mi ha sorpreso molto vedere Moreira terzino sinistro in una difesa a quattro: pensavo difendeste a cinque. In fase offensiva ha fatto la differenza, ma come lo ha visto in fase difensiva?
«Penso che per sessanta minuti abbiamo difeso bene. Su Moreira, avete visto la partita: di solito cerca di saltare l'avversario nell'uno contro uno, mentre in questa partita il compito era seguire le penetrazioni del loro esterno, visto che anche lui è molto veloce. Questa era l'idea. Poi abbiamo avuto problemi negli ultimi venticinque minuti, non per quanto fatto in fase di non possesso, ma perché abbiamo avuto poco il pallone: con i due attaccanti che hanno messo in campo, hanno crossato tanto, e nella nostra area può succedere un po' di tutto. Penso che Moreira abbia giocato bene fino al 66', quando tutta la squadra ha smesso di giocare bene e più o meno tutti hanno abbassato la qualità delle giocate».

A Salisburgo aveva detto che non era stata la miglior partita della stagione: stasera, almeno per i primi sessantasei minuti, lo è stata?
«Direi di sì: fino al 66' è stato il miglior Milan della stagione. Siamo stati più completi, abbiamo creato occasioni, abbiamo controllato bene il pallone e le loro transizioni, e abbiamo fatto bene nell'uno contro uno, nella marcatura a uomo. Poi, dopo il 66', è salita un po' di stanchezza e abbiamo perso fiducia: quindi, nel complesso, sicuramente no».

Soddisfazione per il risultato e lucidità nell'analisi: Amorim rivendica l'ora di calcio migliore della sua gestione, ma non nasconde le difficoltà nel gestire il vantaggio. Proprio nella mezz'ora di calo rossonero l'Atalanta ha trovato la forza di riaprire una partita che sembrava chiusa, lasciando a San Siro la sensazione di una Dea mai doma.

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Sezione: Interviste / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 20:33
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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