Un primo tempo pagato a caro prezzo, tra colpe proprie ed episodi sfavorevoli, e una mezz'ora finale di altissimo livello che ha fatto tremare San Siro. Al termine di Milan-Atalanta 3-2, Maurizio Sarri ha analizzato la gara ai microfoni di DAZN. Il tecnico nerazzurro ha raccontato la sensazione, vissuta in panchina, che la partita potesse riaprirsi, ha spiegato il calo di intensità dopo i primi minuti, è tornato sugli episodi arbitrali e sull'intervento di De Winter non rivisto al VAR e ha speso parole di incoraggiamento per Obric, entrato a freddo all'esordio in Serie A e sfortunato protagonista del secondo rigore.

Mister, mi è rimasta negli occhi un'immagine: lei che si disperava per un'occasione di Scamacca a partita ancora non riaperta, con lei e lo staff quasi più accesi dei giocatori. Aveva intuito che l'Atalanta poteva rientrare in partita?
«Avevamo la sensazione che, se fossimo riusciti a metterli in apprensione anche solo per venti secondi, si potesse riaprire la partita. Anche perché nel primo tempo abbiamo pagato colpe nostre e tante situazioni casuali che, purtroppo, sono state tutte contrarie, compresa la mancata chiamata al VAR sull'intervento di De Winter, che poteva essere trattato come un fallo di mano, così come è successo nelle due situazioni nostre. Poi l'abbiamo riaperta sul 3-1: i ragazzi sono stati bravi, ci hanno creduto e hanno giocato l'ultima mezz'ora di altissimo livello. Dispiace, perché nel primo tempo ci sono mancate un po' di intensità e un po' di aggressività, e l'abbiamo pagata insieme agli episodi abbastanza casuali che sono successi. E poi ci rimane il rammarico perché la palla del 3-3, quella più evidente, l'abbiamo avuta a sei minuti dalla fine: con i cinque di recupero erano undici minuti, e con l'inerzia che aveva la partita in quel momento ci poteva portare anche a qualcosa in più del pareggio. Ci dispiace, però questa partita a San Siro, soprattutto l'ultima mezz'ora, ci deve dare convinzione, ci deve far capire che stiamo diventando una squadra di buon livello. E dobbiamo trovare la convinzione e la determinazione per portare queste mezz'ore di alto livello a un minutaggio più alto».

Venivate da una settimana con grandi primi tempi, contro il Venezia e in Conference: al di là dell'episodio che vi ha mandato sotto, ha notato nell'approccio un passo indietro, un atteggiamento più timido?
«Nell'approccio no, perché in realtà nei primi cinque-sei minuti abbiamo fatto anche piuttosto bene. Dopo una decina di minuti c'è stata una fase in cui abbiamo allentato molto l'intensità e l'aggressività, e il Milan è venuto fuori in quel periodo. Poi c'è stato un momento in cui non ci è andato bene niente: due tiri da fuori area sono finiti sulle mani dei nostri difensori. E purtroppo c'è stato un episodio simile dall'altra parte, ma nessuno ha detto niente. Con Chiffi mi succede spesso».

Quanto pesa la sfortuna di un ragazzo come Obric, che entra praticamente a freddo per l'infortunio di Kolasinac, fa l'esordio in Serie A e si vede sbattere la palla sulla mano?
«È stato anche bravo a non farselo pesare addosso più di tanto, perché è riuscito a rimanere in campo abbastanza lucido e a fare la sua partita. Quindi è stato sfortunato, però è stato anche bravo a rimanere dentro la partita».

Sconfitta, ma con la consapevolezza di una crescita evidente: Sarri trasforma la rimonta sfiorata di San Siro in un messaggio per il gruppo, chiamato ora ad allungare quei momenti di dominio. Resta l'amarezza per gli episodi, e per un pareggio che, nel finale, sembrava davvero a portata di mano.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 18 ottobre 2026 alle 20:49
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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