Relja Obrić è diventato all'improvviso una risorsa preziosa per l'Atalanta. Fino a domenica il difensore contava zero presenze e trenta panchine: nell'orbita della prima squadra da un anno e mezzo, stabilmente in rosa dall'estate, non aveva mai messo piede in campo né con Gian Piero Gasperini, né con Ivan Jurić, Raffaele Palladino e Maurizio Sarri. Ora, con il reparto arretrato decimato, il suo momento è arrivato.

L'ESORDIO A SAN SIRO - Il debutto non poteva essere più complicato. Sloveno di passaporto ma nato e cresciuto a Belgrado, il ventenne è stato mandato in campo al 20' di la sfida di campionato contro il Milan, al posto dell'infortunato Sead Kolašinac e accanto a Thomas Kristensen, proprio mentre i rossoneri spingevano con maggiore insistenza. Il tocco di mano che ha provocato il rigore dell'1-0 e qualche imprecisione in occasione del raddoppio hanno complicato il suo pomeriggio, ma sarebbe ingeneroso fargliene una colpa, viste le condizioni in cui è stato chiamato in causa.

GRINTA E PERSONALITÀ - Nei settanta minuti disputati al Meazza, del resto, Obrić ha mostrato anche aspetti incoraggianti. L'impegno non è mai mancato, e soprattutto ha esibito una sicurezza sorprendente per un ragazzo della sua età, arrivando persino a portare palla in avanti con la disinvoltura di chi gioca su un campo di periferia e non davanti a settantamila spettatori. È questa la sua cifra: affronta ogni situazione con la calma di un veterano, quasi nulla sembra scalfirlo. Una dote rara, che in un momento di emergenza come questo rappresenta un valore aggiunto.

UN DIFENSORE ALL'ANTICA - I limiti, certo, non mancano: la tecnica non è il suo punto di forza. Ma il fisico e l'attitudine alla marcatura sono quelli di un difensore di stampo classico, più vicino per certi aspetti all'Atalanta dei duelli individuali che al calcio di posizione voluto dal nuovo allenatore. Una caratteristica che il ragazzo dovrà saper adattare alle richieste del tecnico.

LA SCOMMESSA DEL CLUB - La società, che lo aveva prelevato dal Partizan nel gennaio 2023, ha sempre creduto nelle sue potenzialità. Al punto da legare anche alla sua crescita la decisione di non acquistare un altro difensore durante l'ultimo mercato estivo: l'idea – come ricostruisce L'Eco di Bergamo – era quella di costruire in casa il centrale mancino che serviva. Adesso Obrić ha l'opportunità concreta di giocare con continuità e dimostrare di meritare quella fiducia, partendo da un carattere che è già una solida base.

LA BANDIERA SLOVENA - Personalità da vendere e una grande occasione davanti. A Zingonia torna a sventolare il tricolore sloveno, come ai tempi di Josip Iličić.

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Sezione: Zingonia / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 09:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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