Lo Stadio Artemio Franchi sarà affidato alla Fiorentina in concessione per i prossimi 60 anni. L’annuncio della chiusura degli accordi con il Comune è arrivato nella mattinata di oggi: il club viola verserà un contributo iniziale di 101 milioni di euro, destinato sostanzialmente a coprire i costi dei lavori, per un investimento complessivo che si aggira intorno ai 300 milioni.

Una svolta importante per il futuro dell’impianto fiorentino, che guarda anche a un obiettivo ambizioso: ospitare alcune partite di Euro 2032.

FIRENZE IN CORSA PER EURO 2032 - La chiusura dell’accordo rappresenta un passaggio significativo nel percorso che potrebbe portare Firenze tra le città protagoniste dei prossimi Campionati europei. Il calendario dei lavori prevede un traguardo preciso: rendere lo stadio pronto nell’estate del 2031, un anno prima del torneo, con tutti gli interventi necessari per soddisfare i 125 requisiti richiesti.

Il Franchi è già stato inserito tra i 14 impianti, distribuiti in 13 città, presentati dalla FIGC alla UEFA. Adesso si attende una prima valutazione da parte di Nyon. Per una risposta ufficiale servirà ancora tempo: il gruppo di lavoro guidato da Michele Uva, direttore esecutivo per l’Italia di Euro 2032, ha iniziato soltanto da pochi giorni a esaminare i dossier.

L’impianto fiorentino dovrebbe superare questa prima fase di valutazione. Successivamente spetterà alla FIGC individuare i cinque stadi italiani che ospiteranno concretamente le partite della manifestazione, organizzata insieme alla Turchia.

TORINO, MILANO E ROMA: TRE POSTI SEMBRANO GIÀ ASSEGNATI - Nella corsa alla cinquina finale ci sono tre candidature che, almeno sulla carta, appaiono particolarmente solide.

La prima è quella dell’Allianz Stadium di Torino, che al momento rappresenta anche l’unico impianto italiano a rispettare pienamente i requisiti UEFA.

Segue lo Stadio Olimpico di Roma, ormai vicino a soddisfare tutti i criteri operativi richiesti. Tra questi figurano i servizi, gli spazi dedicati ai media, le aree hospitality e i parcheggi, oltre agli standard relativi all’accoglienza degli spettatori e alla sicurezza. Per la Capitale, dunque, la presenza nella lista finale sembra altamente probabile.

Il terzo posto appare destinato a Milano. Attualmente San Siro è ancora il riferimento cittadino, ma il progetto prevede la realizzazione di un nuovo impianto in sostituzione dello storico stadio. Nonostante il percorso sia ancora da completare, è difficile immaginare che Milano resti fuori dalla selezione finale.

DUE POSTI PER UNDICI CANDIDATI - Per gli altri due posti la situazione è decisamente più aperta e Firenze dovrà confrontarsi con una concorrenza importante.

Tra i 14 stadi inizialmente proposti dalla FIGC, alcuni sembrano avere meno possibilità di arrivare alla fase conclusiva: Bari, Lecce, Salerno, Genova, Cagliari e Verona. Anche il futuro stadio della Roma a Pietralata, salvo sorprese, potrebbe restare fuori dalla selezione. La presenza di due impianti nella stessa città viene infatti considerata poco probabile, anche se per Istanbul potrebbe esserci spazio per più di uno stadio.

Oltre al Franchi, restano quindi in corsa altri candidati con ambizioni concrete.

Uno dei principali è il Maradona di Napoli. Il nodo riguarda soprattutto i tempi di realizzazione degli interventi necessari, anche alla luce della scarsa sinergia tra il Comune e il club. Se l’impianto riuscirà a rispettare le scadenze, la candidatura partenopea potrà contare su basi solide.

Il concorrente più insidioso per Firenze potrebbe però essere il Barbera di Palermo, considerato una delle possibili sorprese della selezione. A rafforzarne le ambizioni c’è anche il peso economico del City Football Group, elemento che potrebbe incidere sulla capacità di sostenere il progetto.

Tra le alternative figura infine il Dall’Ara di Bologna, la cui candidatura potrebbe giocarsi soprattutto sulla posizione geografica e sulle esigenze logistiche dell’organizzazione.

IL FRANCHI SI GIOCA LE SUE CARTE - La concessione sessantennale alla Fiorentina e l’investimento complessivo da circa 300 milioni rappresentano un passaggio fondamentale per il futuro dello stadio. Ora la priorità sarà rispettare il cronoprogramma dei lavori e garantire tutti gli standard richiesti dalla UEFA.

La strada verso Euro 2032 resta aperta, ma la concorrenza è forte. Firenze può contare su un progetto di riqualificazione importante e su una scadenza precisa: completare gli interventi entro l’estate del 2031. Solo allora si capirà se il Franchi riuscirà a conquistare uno dei cinque posti disponibili per ospitare gli Europei in Italia.

Sezione: Altre news / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 18:00
Autore: Daniele Luongo
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