Daniele Chiffi è il grande bocciato della settima giornata di Serie A sul fronte arbitrale. In Milan-Atalanta il direttore di gara non ha visto nessuno dei due calci di rigore poi assegnati ai rossoneri, concessi soltanto grazie all'intervento della sala VAR. Un weekend in cui il rapporto tra arbitri e tecnologia è tornato al centro della scena, tra decisioni corrette in extremis ed episodi destinati a far discutere, in attesa della chiusura del turno con Monza-Cagliari e Parma-Torino.

IL CASO CHIFFI - A San Siro il fischietto era ben posizionato, eppure non si è accorto dei falli di mano di Relja Obrić e di Thomas Kristensen. Le segnalazioni giunte da Lissone si sono rivelate decisive, perché in entrambi i casi il penalty era l'unica scelta possibile: il primo difensore aveva il braccio nettamente staccato dal corpo, il secondo lo ha allargato dopo averlo inizialmente tenuto dietro la schiena. Resta invece un margine di incertezza su un possibile rigore a favore dei nerazzurri, per un presunto tocco di Koni De Winter: le immagini non chiariscono se il pallone abbia colpito il braccio o, più probabilmente, il ginocchio. Una direzione che difficilmente sarà gradita a Daniele Orsato, che ha più volte ribadito a società e addetti ai lavori la necessità di non perdere gli episodi evidenti. In la sfida tra rossoneri e nerazzurri, Chiffi ne ha mancati almeno due.

FUORIGIOCO, NESSUN DUBBIO - Diversi episodi di fuorigioco hanno animato il dibattito del weekend, da Bologna-Inter, dove Carlos Augusto appare chiaramente dietro la linea del pallone nonostante le immagini diffuse sui social, ai gol annullati in Frosinone-Sassuolo, Milan-Atalanta e Fiorentina-Como. Ma su questo fronte c'è poco da contestare: dalla stagione in corso la Serie A utilizza il fuorigioco automatico e non più semiautomatico. Fatto salvo il controllo umano sul momento dell'ultimo contatto con il pallone, il margine di errore è praticamente nullo, al netto di qualche possibile malfunzionamento.

FIORENTINA-COMO E LA LINEA ORSATO - L'episodio più controverso si è verificato al Franchi, in occasione del gol di Mattia Liberali per il Como. Il contatto tra Milla e Gonçalves è sembrato falloso a tutti, ma non a Marco Di Bello, che ha lasciato proseguire. Il vero nodo, però, è il criterio interpretativo fissato da Orsato: interventi di questo tipo non verranno mai rivisti al VAR nel corso del campionato. Un precedente esiste già dalla prima giornata, con il possibile fallo di Kevin De Bruyne su Vásquez in Genoa-Napoli, arbitrata ancora una volta da Di Bello. La linea è coerente, ma il rischio è accumulare situazioni sempre più borderline e difficili da gestire con l'avanzare della stagione, rendendo complicato spiegare perché la tecnologia non possa correggere errori così evidenti.

IL RITORNO DI ABISSO - Tra le curiosità del turno c'era il rientro in campo di Rosario Abisso, escluso al termine della passata stagione e poi reintegrato a seguito di un ricorso. In Roma-Genoa la sua prestazione è stata nel complesso sufficiente, con una sola sbavatura evidente: ingannato da Castro, ha ammonito Leo Østigård per un fallo inesistente.

BOLOGNA-INTER E JUVENTUS-LAZIO - Al Dall'Ara il contatto di Matteo Darmian su Marcus Thuram c'è stato, ma Daniele Doveri ha addirittura ammonito il francese per simulazione: una decisione sbagliata, anche se l'episodio difficilmente sarebbe stato da rigore secondo il metro molto severo imposto quest'anno. A Torino, invece, la Juventus ha protestato per un presunto fallo di Taylor su Nico González, che in realtà inciampa da solo. Semmai, è proprio l'argentino a passarla liscia poco dopo, quando colpisce con i tacchetti il polpaccio di Nuno Tavares senza ricevere la sanzione che avrebbe meritato.

IL BILANCIO - Il VAR ha rimediato agli errori di Chiffi, ma non ha potuto nulla a Firenze. La settima giornata lascia in eredità un dibattito sulla linea arbitrale tutt'altro che chiuso.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 18:20
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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