Chi legge la classifica sul giornale sa che ha due colonne. A sinistra ci sono le prime dieci, a destra le altre. È una convenzione tipografica, niente di più, eppure a Bergamo da anni si guarda con un certo orgoglio alla colonna di sinistra, abitata quasi sempre. Da ieri sera, per la prima volta in questa stagione, l'Atalanta è nella colonna di destra: undicesima, con nove punti, superata dal Torino che ha vinto a Parma.

Non è un dramma, ed è giusto dirlo. Dalla decima alla quarta posizione ci sono quattro punti, il Frosinone a tredici è l'avversario di domenica e un successo riporterebbe tutto in ordine. Ma la colonna di destra è un promemoria: una squadra che ha vinto tre partite su sette, tutte in casa, e ne ha perse quattro, tutte fuori, non ha ancora trovato il modo di essere la stessa in ogni stadio. Lo si era visto nella ripresa dopo i trenta minuti di squadra vera contro il Venezia, e lo si è rivisto nel primo tempo di San Siro.

Sarri sostiene che la squadra sta diventando forte, e la mezz'ora finale contro il Milan gli dà ragione. Ma la forza, in una classifica, si misura in punti e in costanza. I numeri dicono una squadra senza pareggi, con dieci gol fatti e undici subiti, che segna presto e poi si spegne o che si spegne presto e poi segna: il contrario della regolarità che porta nella colonna di sinistra. Sono i segnali positivi e il blackout da correggere, ancora insieme.

Il calendario offre una via d'uscita rapida. Giovedì ad Amsterdam si gioca per la Conference, e un'altra vittoria terrebbe la Dea tra le prime otto d'Europa; domenica il Frosinone, a Bergamo, dove l'Atalanta non ha ancora perso. Due partite, due colonne diverse: quella europea, dove si sta bene, e quella italiana, da cui bisogna risalire.

La colonna di destra non è un giudizio, è una posizione. E le posizioni, in ottobre, si cambiano in una domenica.

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Sezione: Serie A / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 10:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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