Dopo il Venezia, Maurizio Sarri ha chiarito che la sua Atalanta avrà due vestiti: il 4-2-3-1 e il 4-3-3. Li ha alternati nella stessa partita contro i lagunari e li ha riproposti col Pafos e col Milan. Vale la pena capire cosa cambia davvero tra i due.

IL 4-2-3-1 - È il sistema delle due mediane, pensato per proteggere la linea difensiva e dare un uomo in più tra le linee. I due centrocampisti, Kessie ed Éderson nelle intenzioni iniziali, poi Éderson e Pašalić o Gaetano, schermano i centrali; davanti al centravanti agisce un trequartista puro, ruolo che Samardžić e De Ketelaere interpretano in modo diverso. Gli esterni sono ali che rientrano: Elmas a destra, Rowe o Zalewski a sinistra.

IL 4-3-3 - È il sistema della sua storia, con il vertice basso e due mezzali. Chiede più coordinazione: la mezzala deve sapere quando inserirsi e quando coprire il terzino che sale, il regista deve leggere il pressing prima che arrivi. Qui Samardžić fa la mezzala, De Ketelaere parte largo a destra e il centravanti ha due esterni alti ad accompagnarlo.

CHI GUADAGNA - Il 4-2-3-1 protegge una difesa in emergenza e valorizza chi gioca tra le linee; il 4-3-3 esalta i centrocampisti di gamba e gli esterni di profondità. Con quattro centrali fuori, la prima soluzione offre più copertura; con un Ajax che lascia spazi, la seconda offre più occasioni.

IL PASSAGGIO - La differenza sta in un uomo: il trequartista che scala a mezzala, o viceversa. È il motivo per cui Sarri può cambiare disegno senza cambiare giocatori, come ha spiegato ne la conferenza di Sarri a San Siro dopo il ko col Milan: la mezz'ora finale di Milano è nata proprio da una modifica a partita in corso.

Due sistemi e un solo spostamento: la grammatica di Sarri si impara leggendo dove sta il trequartista.

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Sezione: Zingonia / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 14:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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