Il calcio ha tanti protagonisti, ma uno solo fischia. E troppo spesso quel fischio diventa bersaglio. Da giovedì e fino al 25 maggio, Bergamo ospita una risposta concreta e coraggiosa: «Arbitri Italiani», la mostra itinerante allestita alla Galleria Art Events che porta in città cinquanta maglie, immagini e memorabilia unici al mondo per raccontare la storia, la dignità e la passione di chi gestisce le regole del gioco. Ingresso libero, orario dalle 10 alle 19. Il taglio del nastro è fissato per sabato alle ore 11, con una cerimonia inaugurale che si preannuncia densa di emozioni e voci autorevoli – come riferisce L'Eco di Bergamo – in una città che sul rispetto verso gli arbitri ha costruito uno dei modelli più citati del calcio italiano.

UN'INIZIATIVA CON UN'ANIMA PRECISA - La mostra nasce da un'idea di Daniele Tagliabue, ideatore e curatore del progetto, ed è promossa dall'associazione «La passione di Yara» in collaborazione con Mario Mazzoleni, presidente e direttore di Art Events nonché ex arbitro di Serie A. Due anime che si fondono: quella culturale e quella calcistica. Alla conferenza stampa di presentazione, moderata dalla giornalista Laura Arrighetti all'Auditorium Radici della Casa dello Sport Yara Gambirasio, hanno preso parte il consigliere regionale Giovanni Malanchini e l'assessora comunale Marcella Messina, a testimoniare come l'iniziativa abbia già raccolto consenso istituzionale ben oltre l'ambito sportivo.

CASARIN INCANTATO: «UN CONDENSATO DI UMANITÀ» - Testimonial d'eccezione della mostra è Paolo Casarin, ex arbitro internazionale tra i più rispettati della storia del calcio italiano. Le sue parole alla conferenza stampa valgono una definizione: «Non mi aspettavo di trovare un condensato così ricco di umanità, rispetto e passione. Un primo passo davvero importante». Nella mostra è esposta anche la sua maglia del 1984, pezzo storico che da solo giustificherebbe la visita.

CINQUANTA MAGLIE E PEZZI UNICI AL MONDO - Il cuore dell'esposizione è il percorso tra i cimeli. Cinquanta maglie che attraversano epoche e campionati, accompagnate da fotografie e memorabilia che raccontano il calcio dal punto di vista di chi lo dirige: dall'arbitro ai suoi assistenti, dal quarto uomo agli addetti al VAR. «Sarà un viaggio nel cuore del calcio», spiega Tagliabue, «alla memoria del collezionista Andrea Brovedani, dedicato a tutte le figure che gestiscono le regole di una partita». Tra i pezzi più preziosi spiccano la maglia di Campanati del 1962 e quella di Casarin del 1984: due documenti di storia sportiva che difficilmente si trovano riuniti nello stesso spazio.

GAMBIRASIO: «SEMINIAMO RISPETTO ADESSO, INSIEME» - Il progetto ha radici profonde nella comunità bergamasca. Bergamo sa da tempo che educare al rispetto nel calcio è una missione che va oltre i novanta minuti, e la voce di Fulvio Gambirasio, papà di Yara, arriva con la forza di chi sa cosa significa sensibilizzare una comunità: «Con questa iniziativa vogliamo sensibilizzare i ragazzi e le famiglie ad avere rispetto degli arbitri, valorizzandone il ruolo. Un comportamento corretto e sportivo dei genitori sugli spalti si tramuta di riflesso in un comportamento rispettoso e sportivo da parte dei loro figli. Seminiamo adesso, insieme». Parole che superano il calcio e toccano qualcosa di più grande.

IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI COLLATERALI - La mostra non è solo esposizione visiva. Sono previsti momenti di confronto e dibattito al centro culturale San Bartolomeo: venerdì l'appuntamento si intitola «ArbitrEduchiamo: lui fischia, noi non lo fischiamo», moderato dal giornalista Alessandro Crisafulli; lunedì 25 chiude invece «Passione in gioco». Il programma completo è disponibile sulla pagina Facebook «Arbitri Italiani», dove seguire aggiornamenti e dettagli degli appuntamenti giornalieri.

Cinquanta maglie, decenni di storia, una città che ha scelto di dedicare una settimana al rispetto. «Arbitri Italiani» è una mostra che Bergamo meritava e che il calcio italiano aspettava da tempo.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Altre news / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 08:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture