C'è un'ammissione che pesa più di tutte le altre nel lungo racconto a cuore aperto firmato da Nicolò Zaniolo. Il fantasista classe '99, oggi all'Udinese ma con un passato che ha attraversato mezza Europa e anche Bergamo, si è raccontato senza filtri, mettendo a nudo fragilità, errori e quella maturità che solo il tempo riesce a regalare a chi ha bruciato troppe tappe.
IL GRANDE RIMPIANTO - Le parole più forti riguardano proprio il capitolo giallorosso, quello che lo aveva consacrato e che si è chiuso nel modo peggiore possibile. «Di pregiudizi sul mio conto ne ho sofferti tanti, ma chi a vent'anni non si è divertito e non ha fatto cavolate?», racconta il numero dieci friulano, prima di arrivare al punto più dolente: «Se tornassi indietro, mi lascerei in maniera meno brusca con la Roma. Club e città mi hanno cresciuto». Una confessione che pesa, perché arriva da chi solo qualche anno fa sembrava destinato a diventare il volto della Nazionale per il decennio successivo.
FILOSOFIA DEL PRESENTE - C'è poi una frase che racchiude la nuova consapevolezza dell'ex talento giallorosso, una sorta di mantra che sembra aver fatto proprio dopo tanti naufragi sportivi ed emotivi. «Oggi non penso a quello che sarà, ma a quello che è», confida – come riferisce La Gazzetta dello Sport nelle pagine di SportWeek – il fantasista, segnando un cambio di paradigma rispetto al ragazzo proiettato sempre verso il prossimo grande palcoscenico. Vivere l'attimo, dopo aver inseguito troppe volte un futuro che gli è sfuggito di mano.
UN PELLEGRINAGGIO LUNGO UN DECENNIO - La carriera di Zaniolo, del resto, somiglia più a un atlante che a un percorso lineare. La Virtus Entella per i primi sette assaggi tra i grandi, poi l'esplosione alla Roma con 128 presenze e 24 reti che lo hanno fatto entrare nel mito capitolino. Quindi la fuga in Premier League con l'Aston Villa (39 gare, 3 gol), l'avventura turca al Galatasaray condita da 5 reti in 16 partite e dalla doppia Süper Lig in bacheca, la parentesi Fiorentina con 13 match, e infine l'Udinese dove ha trovato continuità con 6 timbri in 34 presenze.
LA PARENTESI NERAZZURRA - In mezzo, anche la breve ma significativa stagione all'Atalanta: 23 apparizioni e 3 gol con la maglia della Dea, un capitolo che resta dentro le cronache recenti del campionato. Un'esperienza orobica che, sommata a tutte le altre, conferma quanto Zaniolo abbia attraversato realtà profondamente diverse, ognuna delle quali ha lasciato un segno nel suo bagaglio tecnico e umano.
NUMERI AZZURRI E TROFEI - Sul fronte Nazionale, il bilancio parla di 19 presenze e 2 reti con l'Italia maggiore, a cui vanno aggiunte le 8 gare in Under 21, le 18 in Under 19 con 6 marcature di assoluto valore e le 2 in Under 18. Nella sua personale teca, oltre alle due Süper Lig conquistate a Istanbul, brilla la Conference League sollevata in giallorosso e un campionato Primavera che oggi sembra appartenere a un'altra vita.
UN UOMO IN COSTRUZIONE - Quella che emerge dalle pagine del settimanale rosa è la fotografia di un calciatore che ha deciso di smettere di scappare dal proprio passato. Non lo rinnega, non lo riscrive, lo accetta. Con un'unica concessione al rimpianto: quella porta sbattuta troppo forte sulla città eterna, che oggi avrebbe richiuso con maggiore garbo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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