L'epilogo più crudele e amaro si materializza sul prato del campo «Ale & Ricky» di Vinovo. All'ultima curva di un campionato estenuante, la formazione Primavera dell'Atalanta vede infrangersi in mille pezzi il sogno scudetto. Il netto 3-0 incassato per mano della Juventus non rappresenta soltanto una severa battuta d'arresto, ma si trasforma in un'autentica beffa sportiva: il contemporaneo successo dell'Inter estromette clamorosamente la Dea dalla griglia dei playoff. I padroni di casa consumano così una dolcissima quanto spietata vendetta, restituendo il colpo da ko a poche settimane di distanza dalla cocente finale di Coppa Italia persa ai rigori proprio contro la compagine lombarda.
LA VENDETTA SERVITA FREDDA - Il canovaccio tattico dell'incontro appare segnato fin dai primissimi istanti. I bianconeri, guidati in panchina da Simone Padoin, scendono in campo con evidente furore agonistico, desiderosi di lavare l'onta subita a Milano. La pressione asfissiante dei piemontesi schiaccia l'undici di Marco Zanchi, parso scarico e incapace di tessere le consuete trame di gioco. Nonostante i prodigi iniziali di un eroico Piotr Anelli, il muro orobico crolla inesorabilmente al quarto d'ora sotto il destro implacabile di Grelaud. La timida reazione ospite si esaurisce in un velleitario pallonetto, prima che una velenosa deviazione di Verde su palla inattiva scavi un solco incolmabile già prima del riposo.
IL COLLASSO E IL ROSSO DELLA RESA - Al rientro dagli spogliatoi, ci si attende l'arrembaggio disperato di una squadra che vede letteralmente scivolare via l'obiettivo stagionale. Tuttavia, la fiammata nerazzurra si spegne sul nascere. È invece la Vecchia Signora a calare il tris definitivo al 57', quando Elimoghale scappa in profondità e trafigge la porta avversaria senza pietà. La frustrazione per una gara e una qualificazione ormai sfuggite di mano prende il sopravvento, culminando un minuto più tardi nell'espulsione diretta comminata a Parmiggiani per eccessive proteste nei confronti dell'arbitro Francesco Aloise. In inferiorità numerica, l'ultimo terzo di gara si tramuta in una lenta e dolorosa agonia, utile solo per aggiornare con rassegnazione i calcoli provenienti dagli altri campi.
Il triplice fischio sancisce l'inizio del dramma sportivo. La classifica finale inchioda l'Atalanta Primavera a quota 57 punti, al settimo posto, scavalcata sul filo di lana e dolorosamente fuori dalle magnifiche sei che si contenderanno il titolo nazionale. Rimane l'immensa gloria per il recente trionfo in coppa, un trofeo storico che impreziosisce indubbiamente l'annata, ma la clamorosa estromissione dalla post-season tricolore lascia in dote un pesantissimo retrogusto di incompiuta. Un finale denso di rimpianti per un gruppo ricco di talento, chiamato ora a leccarsi le ferite e a fare tesoro di questa crudele lezione per il futuro.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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