Dalla sala conferenze della New Balance Arena, la giornata di presentazione di Gianluca Gaetano — primo acquisto dell'era Giuntoli e regista designato del nuovo corso — si è trasformata in un punto completo sul lavoro di questi mesi. Prima di lasciare la parola al centrocampista, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli ha voluto spiegare cosa ha trovato dentro Zingonia, rivendicare le operazioni già chiuse e chiarire i tempi di un progetto affidato a Maurizio Sarri, in una fase in cui il centrocampo nerazzurro comincia finalmente a prendere forma. Con un messaggio di fondo: quello dell'Atalanta è un cammino fatto di mattoni, non di scorciatoie. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Direttore, che cosa ha trovato dall'interno di un club che da fuori l'aveva già conquistata?
«Approfitto della presentazione di Gianluca Gaetano per dire due parole: l'Atalanta è veramente un progetto incredibile, straordinario. Da fuori, prima che arrivassi, voi sapete quello che ho detto nella presentazione: ero molto affascinato da tutto quello che poteva rappresentare l'Atalanta, il modo di fare calcio, il legame con il territorio, il legame con la sua gente. E da dentro ho trovato una situazione ancora migliore di quella che potessi immaginare. Ho trovato veramente persone disponibili e capaci, abbiamo cambiato in poco tempo un modo di pensare, coinvolgendo tanti dirigenti, preparatori, dottori. È stato un lavoro molto duro, ma ho trovato grandissima disponibilità e grandi capacità».

Il Mondiale ha inevitabilmente accorciato i tempi di lavoro: a che punto siete con le valutazioni?
«Abbiamo cominciato da poco, perché poi il Mondiale ha fatto sì che Maurizio Sarri potesse allenare l'intera squadra da poco tempo, e stiamo facendo tantissime valutazioni. Siamo molto contenti dei calciatori che abbiamo».

C'è chi sostiene che il mercato dell'Atalanta sia stato finora poco incisivo. Lei come risponde?
«Abbiamo già fatto tanto, perché poi la gente si dimentica che abbiamo preso Maurizio Sarri, per il quale io ho grandissima stima: allenatore forte, capace, vincente, credibile».

Quanto è stato determinante l'appoggio della proprietà nell'operazione che ha portato il tecnico a Bergamo?
«La proprietà ci è stata molto vicina fin da subito: quando io ho proposto la candidatura di Maurizio ci è stata subito molto vicina, facendo anche degli sforzi, portandolo via a un'avversaria molto importante, senza fare il nome. Siamo partiti da lui, siamo partiti da lui, e credo che sia veramente il primo e più grande acquisto che abbiamo fatto».

Poi è arrivata la conferma di Ederson, una trattativa tutt'altro che semplice.
«Poi abbiamo cominciato, abbiamo ricomprato Ederson, che è uno dei centrocampisti più forti d'Europa ed era in scadenza. È stata una negoziazione lunga, ma grazie alla proprietà ci siamo riusciti, e grazie alla disponibilità del ragazzo, che ha dimostrato ancora una volta questo amore nei confronti del club: siamo riusciti a tenerlo».

E siamo al protagonista di oggi: perché Gaetano è il profilo giusto per il centrocampo di Sarri?
«Abbiamo acquistato, appunto, Gaetano, che è un giovane italiano promettente, che ha un talento straordinario, che ha cambiato ruolo da poco: io e Maurizio crediamo in lui».

In difesa, invece, l'operazione Kristensen è ormai in dirittura d'arrivo.
«Per ultimo abbiamo acquisito Kristensen, che è in definizione, ma credo che a breve sarà annunciato».

Che tipo di traiettoria immagina per questa Atalanta?
«Continuiamo un percorso virtuoso, un percorso che avrà bisogno di tempo, con un allenatore che avrà bisogno di tempo. Però sappiamo dove vogliamo arrivare e ci arriveremo: è chiaro che è un percorso e non un evento, quindi sarà fatto di tanti piccoli passi, tanti piccoli mattoni come nel passato. Crediamo e siamo sicuri di poter fare cose importanti tutti insieme».

In questo cammino il rapporto con la piazza sembra avere un peso specifico enorme: penso all'allenamento a porte aperte.
«Legato a questo c'è anche il fatto che l'altro giorno abbiamo fatto l'allenamento a porte aperte allo stadio: è stato incredibile, è stata una fusione veramente con la nostra gente. L'Atalanta è la sua gente, e con Luca Percassi abbiamo pensato di aprire le porte di Zingonia con un primo evento la settimana prossima, ma ne faremo anche altri, ovviamente sempre coordinati con la parte sportiva e sempre coordinati con la logistica del caso».

Chiudiamo tornando al nuovo nerazzurro: che ricordo ha del Gaetano di allora?
«Detto questo, voglio presentare Gianluca, che lo conosco da un po' di tempo: è diventato un ometto, era un bimbo quando l'avevo io. Adesso ve lo lascio e buon lavoro».

Un intervento che va oltre la cornice di una presentazione: Giuntoli rivendica il lavoro invisibile dei primi mesi, mette Sarri in cima alla lista degli acquisti e chiede l'unica cosa che il calcio concede sempre più raramente, il tempo. Con una certezza che ripete come un ritornello: l'Atalanta è la sua gente, e da lì passa ogni mattone del progetto.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 13 agosto 2026 alle 16:32
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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